Reset, definitive le assoluzioni di Manna e degli altri imputati
Definitive le assoluzioni dell’ex sindaco di Rende Marcello Manna e degli altri imputati nel processo Reset
COSENZA – Diventano definitive le assoluzioni dell’ex sindaco di Rende ed ex presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, e dell’allora assessore ai Lavori pubblici, Pino Munno, nell’ambito del maxi processo “Reset” contro la confederazione di cosche di Cosenza e provincia. A mettere la parola fine sulla vicenda giudiziaria dei due amministratori, la Corte d’Appello di Catanzaro, pronunciandosi sugli appelli presentati dalla Dda di Catanzaro. I pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Vito Valerio – nel frattempo trasferito a Bari – e Corrado Cubelloti, avevano infatti deciso di impugnare gran parte delle assoluzioni disposte nel primo grado di giudizio dal Tribunale di Cosenza.
L’ASSOLUZIONE IN PRIMO GRADO
Le accuse erano crollate per oltre la metà dei 122 imputati giudicati con rito ordinario, tra i quali figuravano esponenti della criminalità organizzata, pezzi di politica, imprenditori, professionisti e dirigenti pubblici. Alla base dell’odierna decisione della Corte d’Appello, un vizio di natura procedurale: nell’impugnare i provvedimenti, infatti, la Procura distrettuale antimafia, all’epoca guidata dal procuratore Vincenzo Capomolla, non avrebbe, si evince dall’ordinanza, depositato gli appelli in forma telematica, così come richiesto dalla procedura, ma soltanto in forma cartacea. Pertanto, la Corte li ha dichiarati “inammissibili”, facendo presente che la scadenza dei termini per la presentazione era prevista, in realtà, due giorni dopo.
Così, le due figure cardine dell’inchiesta, Manna e Munno, escono di scena: per l’accusa – che aveva sollecitato per entrambi la condanna a 10 anni – avrebbero stipulato un patto politico-mafioso con il clan D’Ambrosio, ritenuto egemone nella cittadina d’oltre Campagnano, al fine di garantirsi un pacchetto di voti utile a farsi eleggere alle amministrative, in cambio della concessione di lavori pubblici e favori, tra cui quelli per la riqualificazione del Palazzetto dello Sport.
Definitive le assoluzioni anche di Armando Antonucci, Ariosto Artese, Luigi Berlingeri, Agostino Briguori, Cesare Conte, Massimo D’Ambrosio, Patrizia Drago, Giovanni Drago, Eugenio Filice, Anna Fiorillo, Mario Gervasi, Giovanni Grandinetti, Fabio Giannelli, Simone Greco, Sergio La Canna, Silvia Lucanto, Silvio Orlando, Francesco Papara, Sandro Perri, Antonio Pignataro, Domenico Prete, Andrea Reda, Francesco Reda, Orlando Scarlato, Vittorio Toscano, Cristian Vozza.
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