Rende, nell’ex Centro sociale «incuria e sterpaglie a rischio incendio
Rende, nell’ex Centro sociale «incuria e sterpaglie a rischio incendio». Il consigliere comunale di minoranza Gianluca Garritano sull’ex Centro sociale di viale dei Giardini.
RENDE (COSENZA) – «Il Comune di Rende, come da consuetudine, impone ai cittadini l’obbligo di pulire sterpaglie ed erbacce nel periodo estivo, anche a scopo di prevenzione degli incendi. Un provvedimento che stride con lo stato in cui versa un’area di proprietà pubblica: l’ex centro sociale di Viale dei Giardini». A segnalare lo stato di incuria dell’area è il consigliere di minoranza Gianluca Garritano, che continua: «L’area risulta da tempo in stato di abbandono: erbacce e sterpaglie alte oltre un metro invadono il perimetro della struttura, la recinzione è divelta e piegata in più punti, i teli di delimitazione sono strappati e cadenti, il manto stradale adiacente è costellato di buche profonde e degrado diffuso».
Una situazione che, per Garritano, desta preoccupazione non solo dal punto di vista del decoro urbano, ma anche sotto il profilo della sicurezza: «la vegetazione secca – scrive – in pieno periodo estivo, rappresenta esattamente il tipo di rischio di incendio che l’ordinanza comunale intende scongiurare imponendo obblighi ai privati cittadini».
SULL’EX CENTRO SOCIALE DI RENDE, LE CONTRADDIZIONI DEL PROGRAMMA COMUNALE E LE RICHIESTE REALI DI INTERVENTO URGENTE
A rendere la vicenda ancora più paradossale è il fatto che il Comune di Rende «non perde occasione per pubblicizzare il proprio programma di pulizia del verde pubblico, con tanto di squadre dedicate». «Peccato che, ad oggi, l’area non risulti compresa tra i siti previsti da tale programma: evidentemente, alcune sterpaglie sono più uguali di altre». Si chiede pertanto all’amministrazione di intervenire con urgenza per: includere l’area dell’ex centro sociale di Viale dei Giardini nel programma di pulizia già in corso; ripristinare le recinzioni danneggiate e rimuovere i teli deteriorati; provvedere alla manutenzione del manto stradale limitrofo. «Non si può chiedere ai cittadini rigore e responsabilità nella cura del territorio, se per primo il Comune non applica a se stesso le regole che impone agli altri», conclude.
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