Liguria

Remigrazione, il presidio di Cgil e Anpi: “Nessuno spazio a chi vuole cancellare i valori dell’antifascismo”


Genova. “Noi non possiamo permettere che il nostro Paese venga trascinato indietro da chi vuole riscrivere la storia e cancellare i valori dell’antifascismo. Sandro Pertini – e non a caso abbiamo scelto questa piazza oggi – diceva che dietro ogni articolo della Costituzione ci sono giovani morti per la resistenza. E noi siamo qui per difendere quella costituzione”. Igor Magni, segretario della Camera del Lavoro di Genova scalda il presidio di Anpi e Cgil convocato in risposta alla proposta di legge sulla Remigrazione, presentato da esponenti di movimenti di estrema destra che dopo essere stati respinti alla Camera dei deputati dai parlamentari del campo progressista, hanno scelto proprio Genova, città medaglia d’oro per la Resistenza, per lanciare pubblicamente la loro proposta di legge e avviare la raccolta firme.

“E’ indubbiamente una provocazione – dice Magni a Genova24 – che tra l’altro non risponde in nessun modo a quelle che sono le vere necessità delle persone, della gente comune, di quelli che invece vorrebbero che si parlasse di salario, che si parlasse di sanità, che si parlasse di lavoro sicuro, che si parlasse di casa, che si parlasse di sociale, che si parlasse di tutti questi temi che oggi, se non venissero portati all’onore delle cronache dal sindacato, da alcuni movimenti politici e da alcuni partiti, resterebbero dimenticati e subiti poi da lavoratrici e lavoratori italiani e stranieri”

“Di questo vogliamo parlare e non certo di come si cambia la Costituzione, visto che mi sembra che negli ultimi mesi ci sia una volontà abbastanza evidente di farlo e tra l’altro da farlo è chi magari è erede di quei partiti fascisti che sicuramente non erano particolarmente brillanti in quanto a democrazia e diritti”

A 24 ore dalla sentenza del tribunale di Bari che ha condannato diversi esponenti locali del movimento di estrema destra Casapound per ricostituzione del partito fascista, è inevitabile il riferimento alle polemiche rispetto alla sede genovese di via Montevideo, con le proteste di Genova antifascista (il prossimo corteo è annunciato proprio per domani pomeriggio, 14 febbraio) che ne chiede la chiusura e alle tensioni con un comitato della zona per i disagi causati dalle conseguenti misure per l’ordine pubblico che si ripetono una volta al mese.

Lo abbiamo già chiesto più volte, non solo per quella sede, ma per tutte le sedi di partiti o movimenti che si ripagano al fascismo: devono essere chiuse e quei partiti, quei movimenti devono essere sciolti. Lo dice la nostra Costituzione” ribadisce Magni che aggiunge: “Ieri c’è stata una sentenza che finalmente va in questa direzione e credo che oggi ci siano siano davvero tutte le condizioni per dare un’indicazione chiara di come vanno trattate quelle situazioni”

Sulla proposta di legge sulla Remigrazione interviene anche la vicepresidente dellAnpi genovese Arianna Cesarone: “Va contro l’articolo 2 della Costituzione, che è quello sulla dignità della persona, va contro l’articolo 3, che è quello sull’uguaglianza e sul divieto di discriminazione, va contro l’articolo 10, che è quello del diritto di asilo e del diritto internazionale. E’ una proposta inaccettabile, totalmente inaccettabile”.

In piazza oggi anche esponenti di Avs, Partito democratico e M5S tra cui il capogruppo alla Camera dei pentastellati Riccardo Ricciardi che ha partecipato all’occupazione della sala a Montecitorio che ha impedito la presentazione della proposta di legge a Roma: “C’è un piano giudiziario e un piano politico – dice a chi gli chiede se la sentenza di Bari potrebbe portare allo scioglimento del movimento – il piano giudiziario e il piano normativo è giusto e legittimo, anche perché è un articolo di legge da far rispettare, ma io credo che sia un piano politico. La politica, soprattutto un campo progressista, deve togliere argomenti a queste persone.  Lo deve fare ripartendo dai lavoratori, dai disoccupati, da chi vive nelle periferie, da chi vive un disagio sociale e di sicurezza in questo Paese che esiste. Quindi bisogna togliere gli argomenti innanzitutto dal punto di vista politico. Poi è chiaro che, dopo anche la sentenza che c’è stata, credo sia conseguente lo scioglimento di Casapound”.




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