Calabria

Reggio Calabria: anche pusher, sentinelle e “operai” i minorenni della rete dello spaccio

«La scelta di puntare su giovanissime leve era chiaramente ispirata alla possibilità di potere passare inosservati e eludere anche eventuali controlli». Non solo era stata reclutata una batteria di minorenni, ma figuravano anche ragazzini di 12-13 anni nella rete dei nomadi che gestiva una delle principali piazze dello spaccio di Reggio sud. Giovanottini che invece di frequentare la scuola (le tradizionali medie inferiori ovviamente) scorrazzavano nella “Saletta” di via Sbarre superiori e nella roccaforte del rione Marconi a confezionare dosi di cocaina, marijuana ed hashish, spacciare e fungere da vedette per controllare il territorio ed avvertire i capi dell’imminente arrivo degli odiati sbirri.

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