Calabria

Reggina, confronto senza scossa. La società giura e chiede unità

Dopo Reggina-Acireale e quanto detto in conferenza stampa post-partita, si aspettava qualcosa che lasciasse una traccia divisoria netta tra la pessima prestazione amaranto offerta e il futuro. Nella mattinata di ieri è arrivato un comunicato che ai più è apparso come vuoto e assolutamente scarico di significato. «La società – si è letto nella nota ufficiale – ha dato vita a un confronto interno profondo e senza sconti, che ha coinvolto proprietà, dirigenza e allenatore. Un momento di analisi duro e necessario, durante il quale sono state vagliate tutte le possibili decisioni, incluse quelle più drastiche». La volontà emersa è stata quella di «compattarsi e proseguire insieme fino al termine della stagione. Solo al termine dell’annata sportiva verranno fatte tutte le valutazioni del caso».
«Da oggi – si è letto in un altro passaggio- l’obiettivo è uno solo: scendere in campo per ottenere il massimo da ogni singola partita». La bufera social che si è abbattuta sulla società a commento del comunicato è sembrata la logica conseguenza per chi in quel testo ci ha visto una fiera di cose da dare per scontate. Che la comunicazione sia una cosa seria è un tema su cui si pone l’accento da tre anni. Invece, in una fase in cui il tempo delle parole dovrebbe essere finito da tempo, si è scelto di usarne più di 250 da cui si fatica ad estrarre una minima valenza nella percezione dell’esterno.
Sembra di rivivere il post derby con il Messina. Dopo un’altra conferenza stampa discussa, si parlò di «confronto approfondito» tra le parti. Nulla cambiò nell’immediato e sette giorni dopo la Reggina perse in casa con la Vigor Lamezia, lasciando per strada 3 punti che magari oggi la terrebbero in corsa in questo campionato che sarà storico per la bassissima media di chi vincerà. Solo dopo arrivò la scossa con la scelta di chiamare Torrisi in panchina, sebbene anche il suo effetto benefico sulla stagione pare essersi esaurito troppo presto. Considerati i precedenti, diventa assai difficile avere fiducia per la tifoseria. Nella società, come nella squadra. Perché se i vertici si prendono le maggiori critiche, non vanno dimenticate le colpe della rosa. La Reggina aveva un gruppo di calciatori per fare meglio in quanto abbia fatto. Il secondo tempo con l’Acireale non è stato diverso da quello con la Vigor Lamezia, a cui seguì quel video con cui la squadra unita manifestava l’intento di ripartire. Anche in quel caso nessuno si emozionò per quella scelta comunicativa, perché l’unica cosa che sarebbe servita erano i risultati. Che non sono arrivati in misura utile.
E domani c’è il recupero con l’Igea. Reggio Calabria, considerato che ormai le aspettative si sono abbassate, si augura di vedere una squadra degna della maglia che porta. Non si sa che squadra andrà in campo e se l’elenco dei convocati riserverà delle sorprese. C’è ancora una complicata strada per dare un senso a questo finale di campionato, ma oggi non è facile immaginare una Reggina che faccia bottino pieno tra Barcellona e Palermo. Tutto, però, può accadere in questo campionato anomalo.


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