regate strepitose e leadership solida
Il campo di regata di Cagliari ci regala tre regate strepitose dell’equipaggio Youth and Woman di Luna Rossa: sempre solidi, sempre nelle prime posizioni. Marco Gradoni e Margherita Porro al timone con i trimmer Maria Giubilei e Giovanni Santi hanno vinto due regate su tre disputate e sono saldamente in testa alla classifica della Louis Vuitton Preliminary Regatta Sardinia, primo evento nella road to America’s Cup. Da non dimenticare i senior che, forse meno incisivi, hanno comunque il secondo posto in classifica. I senior sono tutti ragazzi preziosi: Peter Burling con tre edizioni vinte e due medaglie olimpiche, Ruggero Tita con due ori olimpici e poi i trimmer Umberto Molineris e Vittorio Bissaro. Però un retroscena va raccontato.
Fin da prima dell’edizione del 2024 a Barcellona Marco Gradoni veniva sempre segnalato come il più veloce con simulatore (strumento fondamentale per queste regate) e a bordo di AC 40. Del resto lui e Margherita hanno vinto la Youth e la Women America’s Cup. Al terzo posto della classifica Emirates Team New Zealand, che hanno vinto la seconda delle tre regate sbagliando l’arrivo della terza. Fin qui lo sport… Ma sullo sfondo di Cagliari ci sono anche da raccontare i retroscena economici e logistici del nuovo assetto della organizzazione con la AC Partnership. Per un evento che muove oltre un miliardo di euro diventa un argomento sensibile. Marzio Perelli, amministratore delegato di America’s Cup Partnership e ACE Italy era alla sua prima uscita pubblica durante la manifestazione e a confronto con i giornalisti ha raccontato il suo background costruito principalmente nella finanza e poi otto anni in Sky Sport con il più grande portafoglio di diritti sportivi in Europa. Racconta: “Sono qui da sole sei settimane, sto imparando… ma so bene che l’America’s Cup una storia inimitabile che è la sua forza. Dobbiamo garantire la continuità di questa favola unica al mondo, ma far sì che sia appetibile in un mondo che è cambiato. La partnership tra i team arriva al momento giusto per valorizzare questo asset come deve essere valorizzato. Ci sono tutti gli ingredienti per farlo”.
Marzio Perelli ha sottolineato come oggi il mondo dello sport non possa più prescindere dalla finanza. «Anni fa lo sport non entrava all’interno di un programma finanziario, oggi è una masterclass. Ma la gestione dello sport è diventata talmente importante che da solo non ce la fa più e ha bisogno di un aiuto della finanza. Pensare che lo sport sia soltanto un veicolo di promozione dove devono entrare nuove finanze è banale. Le tre fonti di revenue dell’America’s Cup sono l’host, quindi il paese ospitante, i diritti televisivi e gli sponsor. Dobbiamo lavorare per far crescere tutte e tre queste fonti. Considero questa edizione che sta iniziando un’America’s Cup di transizione, che ci serve a costruire un sistema più stabile e strutturato».
Il tema, per la organizzazione della Coppa, è passare da una situazione dove i grandi tycoon in caccia di notorietà ma “money spending” a un modello che invece renda addirittura vantaggioso per i team partecipare, diventare “money gaining”. Il modello vero della nuova Coppa è il circuito NBA, più quello della Formula Uno. In Coppa i team sono soci tra loro, mentre il circuito F1 ha una proprietà indipendente. Con la iscrizione alla Coppa, in realtà il lancio della sfida, si diventa partner. Non esiste un limite di team anche se una decina è l’obiettivo sostenibile.
Chi ha mollato la tradizionale presa del vincitore sull’organizzazione è Gran Dalton, leader di Emirates Team New Zealand e di ACE, l’organismo che finora ha gestito oneri e onori della Coppa. E’ lui, con Matteo de Nora il “padrone” della Coppa. E alla domanda precisa, se gi dispiaccia lasciare un ruolo così forte dice: «Può essere difficile rinunciare a tutto ciò che hai già costruito. Voglio dire che la prossima America’s Cup è già tutta pronta dal punto di vista organizzativo ed è un buon punto di partenza per la edizione successiva del 2029. Però adesso mi piace pensare che posso dedicare di nuovo più tempo alla squadra e vincere per la quarta volta di seguito sarà difficile. Adesso sto affidando il mio bambino a qualcuno e gli dico: ti prego di prenderti cura di lui. Ho gestito l’evento per nove anni, è abbastanza logico fare un passo indietro. Però… resto presidente».
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