Abruzzo

Referendum: seggi aperti, oggi si vota fino alle 23. Alle 15 di domani lo spoglio

Seggi aperti per il referendum sulla Giustizia. Gli italiani sono chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Primo dato dell’affluenza alle ore 12

I seggi saranno aperti nella giornata di oggi, dalle 7 alle 23, e nella giornata di domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle
15. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero.

Alla chiusura dei seggi domani alle 15 inizierà lo spoglio delle schede che decreterà l’esito del referendum. Essendo confermativo, non necessiterà del superamento del quorum, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Il risultato pertanto sarà valido a prescindere dall’affluenza e l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi.

In Abruzzo sono circa 1 milione e 200 mila gli aventi diritto: per votare dovranno presentarsi al seggio muniti di documento d’identità valido e tessera elettorale. In caso di problemi con la documentazione, sarà possibile recarsi presso l’ufficio elettorale del proprio Comune di residenza, operativo in concomitanza con l’apertura dei seggi.

Sulla scheda referendaria di colore verde le opzioni sono due: Sì, per confermare la revisione di sette articoli della Costituzione chiamati in causa dalla riforma; No, per respingerla.

Fino alla chiusura dei seggi e all’inizio dello scrutinio i riflettori saranno tutti puntati sull’affluenza: quella relativa al primo giorno viene rilevata e comunicata dal Viminale alle 12, alle 19 e alle 23 a chiusura seggi. Il secondo giorno la rilevazione dell’affluenza sarà una sola: quella definitiva alle 15 quando si chiuderanno le votazioni sul referendum.

Ai seggi sono attesi tutti gli aventi diritto di voto, un corpo elettorale di oltre 45 milioni di italiani, tra cui 5 milioni di studenti e lavoratori che vivono stabilmente lontano dal Comune di residenza. Proprio su questa fetta di elettorato è nata una polemica tra le forze di maggioranza e opposizione in quanto il governo, nonostante quanto sperimentato già per le tornate del 2024 e 2025, ha deciso di non includere i fuori sede nel decreto che ha definito l’election day. Per quanto riguarda il voto dei cittadini residenti all’estero, gli italiani iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti. Si tratta di altri 5,5 milioni di elettori.

Non serve il quorum

Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito esclusivamente dai voti validamente espressi.

Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se la tessera è completa o è stata smarrita è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del Comune di residenza.

La legge costituzionale su cui dovranno esprimersi i cittadini è destinata a modificare 7 articoli della Carta – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – e cambiare l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituire due Consigli superiori della magistratura (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm. Questi i punti fondamentali della riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 ottobre 2025.


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