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Referendum, l’ex ministro M5s Toninelli si sbilancia: “Meloni ha ragione, la riforma è migliorativa”

La premessa che è non voterebbe Giorgia Meloni “neanche sotto tortura”, ma l’ex ministro M5s Danilo Toninelli condivide “tecnicamente” la riforma della giustizia e quindi la ritiene migliorativa. Insomma, non lo dice esplicitamente ma dal suo discorso traspare la volontà di votare “sì”. Il pentastellato della prima ora, che nel governo Conte 1 ebbe la delega alle Infrastrutture, una settimana fa aveva detto di non aver ancora deciso. Poi è intervenuto a Radio Cusano e ha parlato a lungo della riforma, esprimendo un parere favorevole alle modifiche volute dal governo che porteranno – se vincesse il “Sì” al referendum del 22-23 marzo – anche alla separazione delle carriere.

Toninelli sembra essere particolarmente convinto dal sorteggio dei togati al Consiglio superiore della magistratura: “Se metti il sorteggio non c’è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno. Quindi è una cosa migliorativa e tecnicamente quello che dice la Meloni è vero”, ha detto. “Ho guardato tutto il video di Giorgia Meloni di circa 13 minuti. Non voterei Meloni neanche sotto tortura”, ha aggiunto. Quindi ha anche chiarito di sapere che “questi signori del centrodestra fanno questa riforma come motivo di guerra nei confronti della magistratura, da Berlusconi e non solo, hanno un odio storico, politico e genetico perché troppe volte la magistratura ha indagato alcuni esponenti politici – Berlusconi in primis – e di conseguenza è tutto frutto di una lotta tra il potere politico e il potere della magistratura”.

Una “premessa fondamentale”, la definisce, per “cercare di evitare che mi arrivino centomila ‘traditore Toninelli’“. Resta tuttavia la sua convinzione: “Ma ciò che dice la Meloni tecnicamente è vero, è una coincidenza astrale. In questo caso l’avversità che la Meloni e i suoi partiti hanno nei confronti della magistratura è stata declinata in una maniera tecnicamente corretta”, ha insistito riguardo al sorteggio. Facendosi sintesi: “La Meloni sta facendo una cosa giusta per una motivazione inqualificabile e gli oppositori del ‘No’ non valutano la cosa giusta che fa tecnicamente ma valutano la motivazione che è alla base, ossia l’avversità nei confronti della magistratura, e ci dicono di votare ‘No’ perché ‘lo fa contro la magistratura’”.

Tuttavia, è tornato a rimarcare, “il sorteggio cancella le correnti, è vero che i magistrati che vengono a fare parte di questo organo di comando vengono nominati dalle correnti all’interno dell’Anm e quindi rispondono alle richieste delle correnti, è una roba politica”. Invece con la riforma, che introduce il sorteggio solo per i membri togati ma non per i laici, “non è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno”.

L’articolo Referendum, l’ex ministro M5s Toninelli si sbilancia: “Meloni ha ragione, la riforma è migliorativa” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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