Lazio

record di export e investimenti

Un motore produttivo che ha ripreso a girare a pieno regime, staccando nettamente la media nazionale e trainando la ripresa del Centro-Sud.

A un anno dal suo varo ufficiale, l’aggiornamento del Piano Industriale del Lazio delinea un quadro macroeconomico che la Regione e il mondo delle imprese giudicano ampiamente incoraggiante.

I dati, illustrati alla Pisana alla presenza dei vertici di Unindustria, certificano la forte resilienza del tessuto locale, trainato dal risveglio della manifattura, dal boom degli investimenti privati e da una performance straordinaria sui mercati esteri.

Il presidente della Regione, Francesco Rocca, esprime piena soddisfazione per un percorso che ha trovato la sponda immediata del sistema produttivo: «La soddisfazione è condivisa perché a riconoscere i risultati raggiunti non è solo l’istituzione, ma il mondo stesso dell’industria, delle fabbriche e delle rappresentanze economiche. È il segnale concreto che la direzione imboccata è quella giusta».

A supporto della linea della Giunta ci sono i numeri dei principali istituti di ricerca. Dopo aver archiviato il 2024 con un incremento del Prodotto Interno Lordo dell’1,2% (quasi il doppio dello 0,7% della media italiana), il Lazio ha innestato le marce alte. Le ultime stime della Svimez incoronano infatti il territorio laziale come la regione più dinamica d’Italia, con una previsione di crescita del Pil che si attesta attorno al 2%.

Manifattura e mercati esteri: la ricetta anti-crisi

Il cuore della strategia regionale punta a riequilibrare il peso specifico tra il settore dei servizi (da sempre dominante nel quadrante romano) e il comparto industriale puro.

L’obiettivo politico ed economico è chiaro: irrobustire la base della manifattura di qualità — dal farmaceutico all’aerospazio, fino all’automotive e all’alimentare — per proteggere l’economia locale dalle violente oscillazioni dei mercati finanziari.

I frutti di questa impostazione si vedono soprattutto nei bilanci commerciali delle aziende. Nel corso delle ultime rilevazioni, le esportazioni laziali hanno registrato un balzo in avanti del 9,7%, una performance che dimostra l’alta competitività delle merci del territorio oltre i confini nazionali. Parallelamente, si registra una forte ripresa della spesa privata per l’acquisto di nuovi macchinari, capannoni e tecnologie digitali.

Rocca: «Nessun passo indietro sulle infrastrutture»

Nonostante il segno più in quasi tutti gli indicatori, il governatore frena i facili entusiasmi: «Siamo di fronte a traguardi importanti, ma il lavoro è tutt’altro che concluso.

C’è ancora molto da fare, specialmente sul fronte delle infrastrutture e dei collegamenti stradali e ferroviari, un tema strategico sul quale la Regione intende accelerare decisamente».

Il presidente ha poi voluto blindare la governance del Consorzio Industriale del Lazio, l’ente unico nato per gestire le grandi aree produttive della regione, mandando un messaggio chiaro ai partiti della coalizione e alle opposizioni:

«Ci auguriamo che non ci siano passi indietro o frenate. Il nostro unico interesse è valorizzare e rafforzare uno strumento cruciale per lo sviluppo economico, senza che il dibattito venga svilito e ridotto a una mera questione di spartizione di poltrone o di incarichi nominativi».

L’alleanza strategica tra pubblico e privato vedrà ora Unindustria impegnata in prima linea nella seconda fase del piano: l’associazione degli industriali farà partire nei prossimi mesi una serie di progetti mirati alla riqualificazione dei distretti industriali dismessi, al consolidamento delle filiere produttive territoriali e al supporto alla digitalizzazione delle piccole e medie imprese.

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