Rappresaglia in carcere, Procura chiede l’archiviazione per 54 agenti ma i detenuti si oppongono

Altri 54 agenti della polizia penitenziaria rischiano il processo in quanto coinvolti nell’inchiesta sulle violenze avvenute al carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile del 2020.
Nei loro confronti i pubblici ministeri Maria Alessandra Pinto e Daniela Pannone, della procura di Santa Maria Capua Vetere, avevano avanzato richiesta di archiviazione in quanto per tali posizioni sarebbero state riscontrate discrasie tra le dichiarazioni dei detenuti e le immagini delle telecamere e i turni di servizio. Una proposta, però, a cui si sono opposti i legali di alcuni detenuti che sarebbero presunte vittime degli agenti indicati che potrebbero finire a giudizio per abuso di autorità, maltrattamenti e lesioni.
Stamattina, dinanzi al gip Pellegrino del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, c’è stata l’udienza camerale che si è conclusa con un rinvio per dei difetti di notifica. Si torna in aula il 5 maggio per le discussioni. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Gerardo Marrocco, Angelo Raucci, Carlo De Stavola, Dario Mancino, Umberto Elia, Rosario Avenia, Emilio Maddaluna.
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