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RaiSport in rivolta prima di Milano-Cortina: l’allarme della redazione

A due settimane dall’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina la redazione di Raisport protesta contro “le scelte del direttore Paolo Petrecca ed esprime fortissima preoccupazione per un piano di lavoro con molti punti deboli che dovrà essere necessariamente rivisto a ridosso dell’evento per garantire la copertura che Raisport e la Rai debbono ai propri telespettatori”. Con questa motivazione l’Assemblea di Raisport ha approvato (34 voti a favore, un solo contrario) un documento che proclama lo stato di agitazione. Dietro il malcontento c’è un nodo cruciale: l’abuso dei “talent“, ovvero personaggi esterni alla redazione che ricevono compensi importanti e che vengono utilizzati sempre di più, anche per svolgere mansioni giornalistiche. Il tutto a fronte di una considerevole riduzione del budget, che ha portato a tagli sulla copertura degli eventi, sui mezzi a disposizione e sul personale tecnico. Un campanello d’allarme preoccupante, in una stagione sportiva che prevede a brevissimo la copertura delle Olimpiadi in Italia e poi in estate i Mondiali di calcio (si auspica con la nazionale azzurra presente). Per questo il M5s chiede le dimissioni del direttore Petrecca: “È semplicemente folle. Ogni giorno che passa in cui Petrecca non fa un passo indietro è un giorno perso”, dichiara il capogruppo in commissione di vigilanza Rai, Dario Carotenuto.

I giornalisti hanno annunciato anche la lettura di un comunicato sindacale nelle principali trasmissioni del prossimo week end e chiedono un incontro per definire appunto la questione dei collaboratori esterni. Sul punto, il comunicato dell’Assemblea di Raisport è durissimo: “Il tema dei collaboratori esterni è il più preoccupante e per questo l’assemblea di Raisport ne contesta con forza l’utilizzo spregiudicato per ruoli da sempre ad appannaggio di conduttori e inviati interni esponendo anche l’azienda a possibili cause”, si legge. Viene citato anche il caso specifico di Barbara Pedrotti, che condurrà il programma olimpico del mattino in quanto “indicata dal direttore come esperta di sci”. La redazione commenta: ” Crediamo che il pubblico meriti veri esperti di sport invernali“. Ma non si tratta di un caso isolato. ” Un conto – si legge in un comunicato votato dall’assemblea di Raisport – è invitare figure esterne nel ruolo di opinionisti, altro è trasformare consapevolmente collaboratori esterni in conduttori e inviati della testata”. E vengono segnalate anche situazioni critiche: “Se un talent diventa conduttore o inviato (per noi scelta illegittima) è necessario poi approfondire perché si decida anche di potenziare l’immagine di questi soggetti legati anche a campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni perfino di siti di scommesse, questione in aperta violazione del codice etico Rai“.

La denuncia di un abuso nell’utilizzo dei talent si lega ovviamente alla questione del budget. L’Assemblea di Raisport sottolinea infatti che “rispetto al 2024, nel 2025 Raisport ha speso per le proprie rubriche 640mila euro in più e il numero di talent cooptati dall’attuale direzione ne è la ragione“. Nel frattempo però la testata dovrà far fronte a un taglio di due e milioni e mezzo di euro e già ora vede gli effetti di una spending review, anche per quanto riguarda la copertura di un evento storico come le Olimpiadi di Milano-Cortina: “I mezzi previsti per coprire l’intera giornata sembrano insufficienti sia a Cortina sia a Livigno nel rispetto degli orari di lavoro dei colleghi operatori e tecnici”, si legge nel documento. I giornalisti segnalano come sia previsto l’utilizzo massiccio di tecnologie ritenute inadeguate, che rischiano di non garantire un segnale stabile. Così come, aspetto ancor più critico, una presenza ridotta di operatori tecnici nei vari luoghi dove si svolgeranno le gare olimpiche.

Infine, il documento votata dall’Assemblea di Raisport segnala un ulteriore aspetto: “L’ordine di servizio che la direzione ha proposto penalizza i giornalisti di Raisport mettendo in almeno 3 posizioni chiave colleghi della Tgr. Riconoscendo l’altissimo valore della Tgr e della collaborazione che fornirà per i prossimi Giochi Olimpici invernali è inaccettabile che il direttore dica che a Milano (e quindi anche a Roma) non ci siano giornaliste con le “phisique du role” e che tra i colleghi di Milano non ci siano uomini all’altezza di condurre il tg olimpico“. Un altro aspetto che rientra in una preoccupazione più grande, che riguarda appunto la futura capacità della testata di seguire i grandi eventi. Nel documento si sottolinea ad esempio come Raisport abbia rinunciato recentemente a coprire i campi di Inter e Napoli “nel mercoledì che potrebbe aver deciso il campionato“. Non un bel segnale nell’anno che porta ai Mondiali: “Al netto dei tagli che coinvolgono l’intera azienda – conclude la redazione – pretendiamo di sapere se il nostro budget residuo sarà utilizzato per seguire sul posto il campionato di calcio e i grandi eventi che portano le nostre rubriche di punta a ricercare grandi ascolti oppure continueremo a spendere per vagonate di collaboratori esterni, molti dei quali poco conosciuti e poco utili”.

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, è arrivata la richiesta di un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai da parte dell’esponente M5S Anna Laura Orrico: “Chiediamo ai vertici dell’azienda di verificare con urgenza l’operato della direzione”. La parlamentare pentastellata accusa: “Siamo di fronte all’ennesimo messaggio rivolto al direttore Paolo Petrecca, uno dei principali alfieri di TeleMeloni: è giunta l’ora che lasci la poltrona, alla luce di una inadeguatezza ormai sotto gli occhi di tutti”. Sulla stessa linea il capogruppo M5s Carotenuto: “Solidarietà totale alla redazione di Raisport. Quello che sta emergendo è l’ennesima dimostrazione di una gestione arrogante e irresponsabile, e il direttore Petrecca ne è il principale responsabile. A due settimane dalle Olimpiadi Invernali ci si ritrova nello stato di agitazione, tra improvvisazione, scelte editoriali discutibili e un disprezzo evidente per le professionalità interne. Parliamo di un evento che l’Italia, e quindi la Rai, sapeva di dover affrontare da anni. Anni interi per programmare, organizzare, costruire una macchina editoriale all’altezza. E invece ci troviamo davanti a un caos totale, con piani di lavoro raffazzonati, ruoli chiave assegnati senza logica, incertezze tecniche clamorose e una gestione dei collaboratori esterni che espone l’azienda a rischi enormi, anche sul piano etico e legale. Questa non è sfortuna, è incapacità“.


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