«Quante difformità rispetto al progetto sbandierato» I consiglieri Pd contro il sindaco Vesprini
PORTO SAN GIORGIO – «Che intenzioni ha l’amministrazione ora che i lavori sono stati consegnati? Possibile che dai banchi della maggioranza non ci sia una voce critica? Dove è finita la sensibilità nei confronti delle persone con disabilità che ha contraddistinto questa città in modo trasversale? Nell’augurarci uno scatto di orgoglio attendiamo con ansia le risultanze del collaudo che non potrà che rappresentare la fotografia di un progetto nato male e finito peggio»
«”I lavori devono finire”. Era questo il dito dietro cui si nascondeva il sindaco Vesprini (con delega ai lavori pubblici) ogni volta che abbiamo sottolineato criticità sul nuovo lungomare, anche quando queste erano palesemente irreversibili. Oggi i lavori sono formalmente consegnati e finiti con tanto di certificati. Più precisamente: il 30 marzo viene certificata la fine dei lavori a meno di piccoli ritocchi (da svolgere entro 30 giorni) tra i quali la sistemazione della pista ciclabile al fine di risolvere il problema dell’allagamento e altri interventi minori. Viene rilasciato il verbale relativo a questi ultimi interventi che sicuramente non sono stati risolutivi, perlomeno per gli allagamenti che continuano a formarsi ad ogni piccola pioggia. Incredibile per un lavoro partito da zero e costato più di 4 milioni di euro». E’ l’affondo, con un comunicato stampa, del gruppo consiliare Pd che torna a puntare l’indice contro il sindaco e la sua amministrazione. Pomo della discordia? I lavori di rifacimento del tratto sud del lungomare Gramsci.
«Come denunciato nell’ultima conferenza stampa, inoltre, il marciapiede che doveva affiancare l’aiuola spartitraffico consentendo gli spostamenti e gli attraversamenti in sicurezza – scrivono in una nota i consiglieri dem – è scomparso. L’amministrazione, resasi conto dell’incredibile mancanza, è corsa ai ripari con pennello e vernice ma ormai il danno era compiuto. Chiunque oggi può recarsi in loco e prendere atto dell’inadeguatezza di questa soluzione: le auto parcheggiate a spina di pesce (anche i parcheggi sono stato modificati dall’amministrazione rispetto al progetto che li prevedeva in linea) invadono sistematicamente quella porzione dedicata ai pedoni rendendola non fruibile. E non si parli di mancanza di educazione da parte di chi parcheggia. Un buon progetto prevede quelli che possono essere gli utilizzi sbagliati creando delle soluzioni per evitarli. La soluzione del marciapiede con i parcheggi in linea, intelligentemente inserita dai progettisti, evitava ogni rischio di questo genere. Inoltre, le strisce pitturate insistono su zanella e asfalto che in alcuni punti hanno un dislivello di 10 cm rendendo impossibile la percorrenza a persone con difficoltà motorie, passeggini e carrozzine. Uno schiaffo al percorso fatto da questa città che, grazie alle associazioni presenti sul territorio, aveva intrapreso una strada virtuosa nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre ai passaggi non idonei, manca anche il percorso tattile per ipovedenti che doveva contrassegnare ogni attraversamento e la passeggiata attraverso idonee mattonelle. Che fine ha fatto? Ricordiamo ai cittadini che tutte queste opere erano inserite nel progetto e conteggiate nel piano economico e quindi finanziate. Allora è legittimo chiedersi perché non sono state realizzate e come sono stati impiegati i soldi?».
Il Pd, nella sua nota, parla anche di «altre difformità rispetto al progetto sbandierato in pompa magna dall’amministrazione, dagli arredi alle rifiniture.
Che intenzioni ha l’amministrazione ora che i lavori sono stati consegnati? Pensa di contestarli o accetta un’opera a nostro avviso deludente sotto ogni punto di vista? Possibile che dai banchi della maggioranza non ci sia una voce critica? Dove è finita la sensibilità nei confronti delle persone con disabilità che ha contraddistinto questa città in modo trasversale? Nell’augurarci uno scatto di orgoglio attendiamo con ansia le risultanze del collaudo che non potrà che rappresentare la fotografia di un progetto nato male e finito peggio».
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