Quando il potere brucia: Mahsa Amini nel manifesto di Andrea Villa

Il nuovo manifesto dello street artist torinese Andrea Villa è un messaggio di supporto alle proteste in Iran. L’opera è comparsa in Lungo Dora Siena 100 all’altezza del Campus Einaudi e raffigura Mahsa Amini, deceduta nel 2022 dopo essere stata fermata dalla polizia religiosa perché indossava il velo in modo considerato sbagliato e diventata poi uno dei simboli della resistenza e dei movimenti che si oppongono alla Repubblica islamica. Nel manifesto realizzato dal “Banksy torinese” la giovane è ritratta nell’atto di accendersi una sigaretta con la foto dell’ayatollah Khamenei. Un gesto di protesta condiviso da migliaia di donne iraniane nel mondo e diventato virale sui social come lo era stato quello di tagliarsi una ciocca di capelli.
«È un’immagine di forte rottura simbolica. Il gesto, quotidiano e apparentemente banale, diventa un atto di profanazione del potere: l’icona dell’autorità religiosa e politica viene ridotta a oggetto consumabile, destinato a bruciare. La sigaretta accesa non è solo fuoco, ma tempo che scorre, erosione lenta e inesorabile di un sistema oppressivo, come anche l’erosione della sigaretta» spiega Villa.
«L’opera sovverte i rapporti di forza attraverso l’ironia e la provocazione visiva: il corpo femminile, storicamente controllato e silenziato, si riappropria di un’azione libera e disinvolta. In questo senso, il manifesto non è soltanto una denuncia, ma un atto di resistenza immaginativa, che trasforma la memoria di Mahsa Amini in un simbolo di sfida e di possibilità politica».
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