quando Frank-N-Furter fece saltare il banco
Il 25 agosto 2026 Tim Curry è morto nella sua casa di Toluca Lake, a Los Angeles. Aveva 80 anni. E inevitabilmente il suo nome, in queste ore, è tornato soprattutto a quello di Frank-N-Furter e a The Rocky Horror Picture Show.
Non è mai stato uno dei miei film di culto e non sono nemmeno mai impazzito per quel personaggio. Ma un conto è quello che ci piace, un altro è la rilevanza che certe cose hanno avuto. E cinquant’anni dopo, mentre continuiamo a chiamare trasgressivo chiunque salga su un palco con un tacco, una guepière e un po’ di mascara, forse vale la pena tornare a vedere cosa combinava Curry nel 1975. Provo a farlo nella forma di questo blog nato quindici anni fa proprio su Il Fatto.
Cominciamo!
Erano gli anni di Bowie, Bolan, Lou Reed, dei New York Dolls. Tim Curry non arrivò certo dal nulla. Il maschio truccato, androgino e sessualmente ambiguo era già entrato da tempo nell’immaginario rock. Gli anni Settanta, però, avevano fatto del sottinteso quasi un’arte.
Bowie poteva presentarsi truccato, in abito, dichiararsi bisessuale, costruire Ziggy Stardust e continuare a lasciarti con il dubbio su cosa stessi guardando davvero. Dove finiva la persona e cominciava il personaggio? Provocazione o desiderio? Teatro o vita? Lo stesso accadeva, in forme diverse, con Bolan, Lou Reed, i New York Dolls. La figura tradizionale del maschio era fortemente incrinata da tempo. Ma qualcosa doveva ancora essere scritto.
Frank-N-Furter arrivò dentro quell’immaginario e fece saltare il banco. Lo spazio tra quello che vedevi e quello che immaginavi si ridusse parecchio. Brad, Janet, Rocky, il desiderio per gli uomini e per le donne, il sesso, il travestimento: era tutto lì. L’ambiguità non aveva più bisogno di nascondersi dietro l’allusione. Per rendersene conto, bastava guardare lui in guepière e calze a rete mentre cantava Sweet Transvestite.
E allora, eccovi nove piccole curiosità su The Rocky Horror Picture Show.
1. Curry incontrò Richard O’Brien nel 1973 e venne invitato a sostenere il provino per il nuovo musical che O’Brien aveva scritto. Si presentò cantando Tutti Frutti di Little Richard. Frank-N-Furter aveva trovato la sua voce.
2. Quando il film arrivò al cinema, Curry interpretava Frank-N-Furter da due anni. The Rocky Horror Show aveva debuttato a Londra nel 1973, per poi arrivare a Los Angeles e Broadway. Il personaggio non nasce sullo schermo: ci arriva già rodato da centinaia di sere in teatro.
3. Nello spettacolo teatrale Sweet Transvestite veniva prima di Time Warp. Per il film invertirono l’ordine: prima Time Warp, poi l’ingresso di Frank-N-Furter con Sweet Transvestite. Una modifica apparentemente piccola che finì per regalare a Frank uno degli ingressi più memorabili del cinema.
4. Si girò nell’autunno del 1974 a Oakley Court, una villa vicino ai Bray Studios in condizioni tutt’altro che confortevoli. Faceva un freddo cane e Susan Sarandon, mezza svestita per buona parte del film, si ammalò durante le riprese. E c’era pure una piscina ad aspettarla nel finale.
5. Eddie è Meat Loaf, ma siamo nel 1975. Bat Out of Hell, il disco che lo avrebbe trasformato in una star mondiale, sarebbe arrivato soltanto due anni dopo.
6. Nel 1975 andò male e la distribuzione tradizionale venne rapidamente ridimensionata. Poi arrivarono le proiezioni di mezzanotte e cominciò una storia completamente diversa. Il resto è culto.
7. Gli spettatori cominciarono a rispondere ai personaggi urlando battute allo schermo. Poi arrivarono il riso durante il matrimonio, le pistole ad acqua per la pioggia, il toast durante il brindisi, i costumi e gli shadow cast. Più che una proiezione, un rito.
8. Da noi uscì il 19 agosto 1976 e rimase in lingua originale, dialoghi compresi. Frank-N-Furter arrivò quindi al pubblico italiano con la voce di Tim Curry. E per un personaggio che si presenta cantando Sweet Transvestite, non è proprio un dettaglio.
9. Nel 2005 il film è entrato nel National Film Registry della Library of Congress. Dopo la rinascita nelle proiezioni di mezzanotte non ha praticamente più lasciato le sale. Cinquant’anni dopo c’è ancora qualcuno, da qualche parte, che va al cinema a vedere Frank-N-Furter.
Cinquant’anni sono tanti. O forse sono semplicemente il tempo necessario per realizzare pienamente che una provocazione diventi costume e un film rifiutato un classico. Curry ha fatto moltissimo altro, naturalmente. Teatro, cinema, televisione, doppiaggio. È stato Pennywise in It, Darkness in Legend, Wadsworth in Clue e una quantità impressionante di altre cose. Eppure Frank-N-Furter è rimasto incollato alla sua storia. Succede con pochi personaggi: escono dal film che li ha generati ed entrano nell’immaginario collettivo.
Se n’è andato Tim Curry, ma non Frank-N-Furter. Lui, continuerà a tornare in guepière, calze a rete e rossetto, cantando Sweet Transvestite. Per sempre.
Al solito, chiudo con una connessione musicale: una playlist dedicata, disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify. Il link lo trovate qui sotto. Se avete qualcosa da aggiungere, contestare o ribaltare, vi aspetto nei commenti o, ancora meglio, sulla mia pagina Facebook pubblica. Guepière, calze a rete e rossetto oppure in giacca e cravatta: mettetevi come vi pare. L’unica cosa che conta è avere qualcosa da dire.
Buona lettura e buon ascolto.
9 canzoni 9 … in Guepière e calze a rete
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