Scienza e tecnologia

PS6: data di uscita e prezzo ancora incerti, parla Sony

Quando arriverà PS6 e quanto costerà? Sony non lo sa ancora, e non è una risposta diplomatica: è la verità ufficiale uscita dalla conferenza annuale sulla strategia aziendale. Il presidente di Sony Interactive Entertainment, Hiroki Totoki, ha risposto a una domanda degli investitori con una franchezza che raramente si sente in questi contesti.

Il motivo principale dell’incertezza ha un nome preciso: la crisi delle memorie. RAM e SSD scarseggiano, i prezzi sono alle stelle, e Sony prevede che la situazione resterà critica almeno fino all’anno fiscale 2027. Non è un problema da poco, soprattutto per chi deve decidere a che prezzo mettere in vendita una console di nuova generazione.

Le parole di Totoki sono state chiare: “Non abbiamo ancora deciso quando lanceremo la nuova console, né a che prezzo. Date le circostanze attuali, si prevede che il prezzo delle memorie rimarrà molto elevato nell’anno fiscale 2027.” Una dichiarazione che, tradotta, significa che PS6 non arriverà presto, e che anche quando arriverà il prezzo finale dipenderà da fattori ancora fuori controllo.

Non è la prima volta che sentiamo parlare di prezzi e strategie attorno a PS6, ma stavolta la fonte è il vertice di Sony, non un insider. E la situazione è aggravata dal fatto che PS5 sta già “soffrendo”: le vendite sono crollate del 46% in un trimestre (che non è così disastroso in questo contesto, sia chiaro), e Sony ha già alzato i prezzi di PS5, PS5 Pro e PlayStation Portal proprio per compensare i costi crescenti dei componenti.

La crisi delle memorie, peraltro, non colpisce solo Sony: anche il mercato smartphone ne risente, e persino AYANEO ha dovuto sospendere le vendite del suo handheld per lo stesso motivo.

La novità più interessante, però, riguarda il modello di business. Totoki ha lasciato intendere che Sony sta valutando simulazioni diverse per capire come commercializzare PS6: il che apre scenari che vanno dal classico acquisto della console a possibili formule in abbonamento o a prezzi di lancio più aggressivi compensati da altri canali di ricavo.

Nulla di confermato, ma il fatto che se ne parli a livello di vertice è già un segnale.


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