Sardegna

Pronto soccorso in crisi in Sardegna: gli Ordini dei Medici chiedono un incontro alla Regione

Oristano

Tante le criticità. Dalla carenza di personale alle lunghe attese

I presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri delle quattro province della Sardegna hanno espresso in una nota “forte preoccupazione per le condizioni nelle quali stanno operando numerosi Pronto soccorso dell’isola” e hanno annunciato che chiederanno un incontro con la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde. Sul tavolo le criticità del sistema e le possibili soluzioni.

Di seguito la nota firmata dai presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari

Carenze di personale, attese molto lunghe, boarding, difficoltà di ricovero per indisponibilità di posti letto e, in alcuni presidi, riduzioni dell’attività delineano ormai una criticità che interessa l’intera rete regionale dell’emergenza-urgenza. La difficoltà di un presidio, inoltre, finisce inevitabilmente per aumentare la pressione su quelli vicini, trasferendo pazienti e criticità da un territorio all’altro. In questo quadro, la Regione ha recentemente inserito tra gli obiettivi assegnati alle Direzioni generali il rispetto dei tempi previsti per la presa in carico dei pazienti nei Pronto soccorso e, per le principali Aziende ospedaliere, la riduzione dei tempi di permanenza dei pazienti destinati al ricovero. Gli obiettivi sono condivisibili. Ma fissare un obiettivo non significa creare le condizioni per raggiungerlo.

Prevedere che un paziente destinato al ricovero venga trasferito in reparto entro quattro ore rischia di rimanere un obiettivo sulla carta se non vi è un posto letto disponibile. Allo stesso modo, non si possono garantire tempi adeguati di presa in carico quando il personale presente è insufficiente rispetto al numero e alla complessità degli accessi. Le gravi difficoltà nelle quali operano i Pronto soccorso sono state denunciate in queste settimane anche da organizzazioni sindacali mediche e delle professioni sanitarie, con particolare riferimento alle carenze di personale, al sovraffollamento e al boarding. Gli Ordini condividono, in particolare, le perplessità espresse in ambito sindacale medico sulla concreta possibilità di raggiungere alcuni degli obiettivi regionali nelle attuali condizioni. Non è possibile chiedere ai professionisti di compensare, attraverso un ulteriore aumento dei carichi di lavoro, carenze di personale, posti letto e organizzazione. Si tratta di criticità strutturali che richiedono risposte di sistema.

La Regione ha già destinato risorse importanti all’emergenza-urgenza e alla medicina territoriale e adottato misure per incentivare il personale, favorire il reclutamento e contrastare il sovraffollamento. La situazione attuale dimostra tuttavia che questi interventi non hanno ancora prodotto risultati sufficienti.
Tra le leve sulle quali riteniamo necessario continuare a intervenire vi è quella economica. Il lavoro nei Pronto soccorso comporta carichi, turni notturni e festivi, responsabilità e rischio professionale particolarmente elevati. Gli incentivi già introdotti non sembrano aver risolto le difficoltà di reclutamento: occorre quindi valutare ulteriori forme di valorizzazione economica del personale strutturato, capaci di rendere realmente attrattiva e stabile la scelta professionale dell’emergenza-urgenza.

La crisi dei Pronto soccorso, inoltre, non può essere separata dalle difficoltà della medicina territoriale. La persistente carenza di medici di medicina generale in diverse aree dell’Isola riduce la capacità del territorio di dare risposta ai bisogni assistenziali che non richiedono l’ospedale e contribuisce ad aumentare la pressione sui servizi di emergenza. Anche su questo versante occorre proseguire nell’adeguamento degli strumenti organizzativi ed economici della Medicina Generale, prevedendo le risorse necessarie per rendere maggiormente attrattivi gli incarichi nelle aree carenti e rafforzare la capacità di risposta del territorio. La situazione di queste settimane dimostra quindi che il problema non è individuare nuovi obiettivi, ma trasformare risorse e programmazione in personale disponibile, posti letto, servizi territoriali funzionanti e condizioni di lavoro sostenibili.

Per queste ragioni, i presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Sardegna chiederanno un incontro all’assessore regionale della Sanità per un confronto sulle criticità che stanno mettendo sotto pressione il Servizio sanitario regionale e sulle possibili soluzioni, portando al tavolo l’esperienza e le proposte dei professionisti che ogni giorno operano negli ospedali e sul territorio.

I Pronto soccorso rappresentano il punto nel quale convergono le difficoltà dell’intero sistema sanitario. Intervenire quando sono già in sofferenza non basta: occorre creare le condizioni perché quella sofferenza possa essere prevenuta.

I presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari

Sabato, 29 agosto 2026

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