«Progetto profondamente radicato nel territorio» – Cronache Fermane

Alessandro Bettini e Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission
Riflettori puntati su Urbino, Palazzo Ducale, per il set visit durante le riprese del nuovo docufilm Il furto di Urbino diretto da Alice Ierinò e prodotto da Wazoo Srl che vede protagonista nei panni di narratrice Natasha Stefanenko. «È un progetto importante e nuovo per me dove racconto il clamoroso furto del 1975 di tre capolavori d’arte, una storia che ha segnato profondamente l’Italia e il mondo intero. – Ha detto sul set Natasha Stefanenko – È una storia affascinante e poterla raccontare proprio qui, all’interno del Palazzo Ducale, è qualcosa di profondamente emozionante: ogni pietra, ogni sala sembra custodire e sussurrare una sua memoria, una sua propria verità. Un lavoro realizzato con grandi professionisti e con una troupe straordinaria. Qui a Urbino ho sentito un’accoglienza autentica e calorosa: ormai mi sento marchigiana e sono orgogliosa di far parte di questo progetto».
Alessandro Bettini e Andrea Agostini di Fondazione Marche Cyltura, Marche Film Commission
Il documentario è la prima opera del format “Articolo 9” incentrato su furti, enigmi e operazioni di recupero del patrimonio artistico italiano, ideato e scritto da Alberto Gangi Chiodo e Carlo Facente. Al centro della storia c’è il clamoroso furto avvenuto nel 1975 al Palazzo Ducale, di tre capolavori del Rinascimento italiano: “La Muta” di Raffaello, “La Flagellazione di Cristo” e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca.
«L’idea nasce dall’Articolo 9 della Costituzione che promuovere la cultura a tutela del patrimonio storico e artistico italiano e si inserisce in un progetto piu ampio.- Ha spiegato il produttore e co-autore Alberto Gangi Chiodo – Siamo partiti dal furto di Urbino grazie al supporto della Marche Film Commission, con qualificate maestranze marchigiane e con la narrazione di Natasha Stefanenko marchigiana di adozione e soprattutto marchigiana nel cuore. L’opera che vedrà anche delle ricostruzioni storiche di quello che è successo nel 1975 è stata fortemente voluta da Rai Documentari e andrà in onda prossimamente su Rai e RaiPlay».
Il docufilm è risultato vincitore del bando regionale 2025 di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission nell’ambito del piano Pr Fesr 2021-2027 della Regione Marche. «Questo documentario, vincitore del bando della Marche Film Commission, è un progetto profondamente radicato nel territorio: racconta fatti storici accaduti a Urbino, coinvolge per il 90% maestranze locali, si sviluppa interamente nella Regione, tra Urbino, Cingoli, Montefabbri, Tavullia e Jesi per undici giorni di lavorazione e vede nel cast attori marchigiani, come Michele Nardi, Edoardo Filiagi e Rebecca Liberati – Ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – Il progetto si inserisce inoltre in una più ampia serie crime dedicata ai furti, misteri e salvataggi dell’arte italiana, con una narrazione affidata a una figura di grande rilievo come “la nostra” Natasha Stefanenko. La distribuzione su Rai Documentari e RaiPlay rappresenta una vetrina straordinaria per promuovere l’identità, la bellezza e il patrimonio di Urbino e dell’intera regione».
Presente sul set il vicesindaco di Urbino Giulia Volponi: «E’ una grande occasione per raccontare e valorizzare la bellezza della nostra città, culla del Rinascimento, portandola all’attenzione del grande pubblico attraverso il format del documentario. – Ha sottolineato il vicesindaco Volponi –. Produzioni come questa mettono in luce i nostri luoghi e l’inestimabile patrimonio storico e artistico di Urbino, rafforzandone l’identità culturale. Allo stesso tempo generano un indotto economico concreto, grazie alle troupe che vivono e lavorano sul territorio, attivando una filiera virtuosa di professionalità e servizi. È un esempio tangibile di come l’audiovisivo possa sostenere la promozione e lo sviluppo della città, unendo cultura, economia e grande visibilità nazionale».
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