Marche

Jesi, picchiava gli studenti per errori ed esitazioni, insegnante straniero di religione agli arresti domiciliari. Coinvolti 15 alunni. Cosa sappiamo


JESI – Non potevano sbagliare, non erano ammessi errori. Altrimenti erano guai, pena la violenza del loro insegnate di religione che, nell’ordine, avrebbe strattonato uno degli studenti minorenni presenti, colpendolo con una penna e con schiaffi alla testa. Avrebbe anche sferrato calci a un altro, costringendolo a tenersi le orecchie. Avrebbe poi colpito alcuni studenti con schiaffi e manate, anche utilizzando una penna impugnata come un coltello. E avrebbe costretto un ulteriore alunno a eseguire piegamenti sulle gambe tenendosi le orecchie. Maltrattamenti continuati aggravati nei confronti di minori, di cui lui era insegnante in un centro islamico di Jesi.  Nei guai un 47enne originario del Bangladesh, ora ai domiciliari dallo scorso primo luglio, dopo l’intervento del personale investigativo della Polizia di Stato.

Le segnalazioni

L’attività  trae origine da alcune segnalazioni, coerenti e circostanziate, pervenute al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Jesi, dalle quali sono emersi presunti metodi educativi coercitivi e violenti nei confronti degli studenti. Questi sarebbero stati puniti dall’insegnante per errori o esitazioni.

Le indagini

Le immediate attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, hanno consentito di riscontrare oggettivamente quanto emerso dalle segnalazioni.  In particolare, nel corso del mese di aprile, gli investigatori hanno accertato come l’indagato, nella sua qualità di insegnante di religione in un centro educativo di Jesi, maltrattasse i minori a lui affidati per ragioni di educazione ed istruzione religiosa, rivolgendo loro minacce, sottoponendoli a vessazioni fisiche e morali, umiliandoli e colpendoli con atti di violenza fisica.

Coinvolti una quindicina dei giovani, l’insegnante ai domiciliari

Le vittime sinora accertate sarebbero complessivamente una quindicina di giovani.

Nel pomeriggio del primo luglio, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Jesi, d’intesa con gli investigatori della Squadra Mobile, hanno raggiunto l’insegnante all’interno del centro educativo e, al termine delle formalità di rito svolte nel Commissariato, lo hanno sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. 




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