Friuli Venezia Giulia

Professione Ingegnere. Quando l’ingegno abita società e scienza

13.02.2024 – 11.27 – Dal latino Ingenium, da cui poi il termine Ingegno, la capacità di far fronte in vari campi, fornendo soluzioni e applicazioni pratiche, di carattere sia tecnico che scientifico. L’etimologia non mente, ci viene in aiuto e indica subito quanto sia intenso parlare di ingegneria, della formazione accademica e della conseguente professione. Se poi addizioniamo il quadro al vissuto sociale, ecco definito un contesto ancor più ricco, alimentato dal recente centenario della costituzione dell’Albo Nazionale degli Ingegneri, celebrato nel novembre del 2023 e legato alla Legge del Regno d’Italia n.1395 del 24 giugno del 1943.
A Trieste la “casa madre” degli ingegneri è via Genova 14, la sede dell’Ordine provinciale condivisa curiosamente con i “cugini” architetti e non da “separati in casa”. Il Presidente in carica è l’ingegnere Giovanni Basilisco, 49 anni, eletto nell’autunno del 2021 e atteso sino al 2025 alla guida di un Ordine professionale complesso e da tempo soggetto alle riforme che hanno rivoluzionato il percorso universitario: “La riforma del 2000, quella dei 3 anni più 2 per intenderci, ci ha fornito delle indicazioni importanti – sottolinea il Presidente dell’Ordine della provincia – la laurea triennale, la fase che ora dopo un esame porta al titolo di Ingegnere Junior, riduce la parte propedeutica. Un tempo si lavorava sui 5 anni, con un primo biennio atto a creare un approccio comune. Credo che l’Ordine Nazionale spinga per tenere ancora i percorsi separati”.

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Giovanni Basilisco

Qualsiasi sia la strada da percorrere, quella per diventare ingegnere rappresenta una delle formazioni accademiche più delicate, anzi, difficili. Da qui il prestigio e di conseguenza l’impatto sempre concreto nel mercato del lavoro: “E’ vero – ribadisce Giovanni Basilisco – qualsiasi sia poi la specializzazione, la laurea in ingegneria è sempre molto richiesta. Dal punto di vista tecnologico ad esempio si assiste ad un certo sviluppo e qui la mente dell’ingegnere resta indiscutibile..”.
Professione elitaria quindi? Di sicuro la scelta di tale formazione non contempla troppe scorciatoie, anche perché gli esami hanno in qualche modo mantenuto l’atavica tradizione di “scogli” duri, decantati anche tra leggende popolari di stampo goliardico universitario: “Resta una facoltà tra le più ostiche – afferma con sprazzi di orgoglio il presidente Basilisco – Dove tutto sembra oramai facile, questa resta una scelta che dovrai sudare veramente”.

Le specializzazioni, dicevamo, sono particolarmente numerose, le possibilità di lavoro pure, tema da considerare anche per le opzioni in divisa, vedi l’arruolamento nel Genio dell’Esercito o nei Vigili del Fuoco). L’Ateneo di Trieste ha attivi (stagione 2023/2024) i percorsi triennali di ingegneria Civile e Ambientale, Navale, Industriale. Elettronica e Informatica. Le lauree magistrali propongono altri 2 anni di studio nella Civile, Clinica, Energia Elettrica e dei Sistemi, Informatica, Navale, Meccanica e sotto la composita egida Materials and Chemical Engineering for Nano, Bio and Sustainable Techologies.

Trieste è sposata con la Scienza (anche se in pochi se lo ricordano) e in tale ottica l’ingegneria abita tale feudo con oltre il 30% dei nuovi laureati nel ramo targato ICT, ovvero Information and Communication Tecnologies, settore che inevitabilmente guarda allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’altro “abito buono” dell’ingegneria a Trieste è sicuramente il campo biomedico. Qui l’eccellenza si espande grazie al gruppo TBC, realtà costituita da ingegneri clinici, sorta alla fine degli anni ’70 e ora divenuta punto di riferimento nazionale e con rami in Europa; questo sempre grazie al ruolo dell’Università di Trieste in sede di formazione.

Insomma, più luci che ombre, isola (quasi) felice quella dell’ingegneria a Trieste e con altre trame da definire: “Voglio portare a termine altri progetti entro il mio mandato – assicura il presidente Giovanni Basilisco – e punto a coinvolgere maggiormente i colleghi nella vita dell’Ordine, ricordando che è la loro casa”.
E le colleghe? Certo, le donne architetto sono in numero maggiore ma l’Ordine di Trieste annovera ad esempio l’Ingegner Marina Palusa tra le anime del coordinamento: “Le donne ingegnere non sono tante, è vero – ricorda la segretaria dell’ufficio di via Genova – Quando lavoravo negli ambienti dell’edilizia qualche operaio restava in un primo momento magari sorpreso ma ho sempre avuto molto rispetto per il mio ruolo”. Altri tempi, anche nei cantieri edili.

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trieste si trova in via Genova 14, la Segreteria è aperta il lunedì dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 19, e dal martedì al venerdì dalle 10 alle 12 (040.773690 [email protected] facebook.com/ordineingegneritrieste ).
L’attuale Presidente è Giovanni Basilisco, coadiuvato dal vice Ermanno Simonati, il segretario è Marina Palusa, il tesoriere Nicolò Carbi. L’Ordine annovera inoltre i consiglieri Agostino Accardo, Massimo Barban, Valentina Fernetti, Edoardo Marega, Giulio Ossich, Vincenzo Zanelli e Giacomo del Zotto. L’Albo degli Ingegneri è racchiuso nelle sezioni A (Ingegnere, esame di Stato post laurea quinquennale) e B (Ingegnere Junior, esame post triennale) ognuna delle quali disegnata in tre settori specifici: Civile e Ambientale, Industriale e Dell’Informazione. Esiste anche l’Albo d’Oro, scrigno che ricorda gli ingegneri iscritti laureati da almeno mezzo secolo.

[f.c]

 

 




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