Piemonte

Processo per stalking al Tg regionale, assolto l’ex caporedattore Mazzeo


È stato assolto perché il fatto “non sussiste” Tarcisio Mazzeo, ex caporedattore del tg regionale del Piemonte, accusato di stalking nell’ambito lavorativo nei confronti del giornalista Michele Ruggiero che lo aveva denunciato sostenendo di essere stato «demansionato», «esautorato» dai settori della politica e della cronaca giudiziaria. Il collegio presieduto dalla giudice Immacolata Iadeluca ha disposto anche il pagamento di 8.509 euro dalla parte civile all’imputato per le spese legali. I difensori di Mazzeo la scora udienza avevano chiesto, in caso di assoluzione, 10mila euro per il danno di immagine.

Il pm Gianfranco Colace aveva chiesto di condannare Mazzeo a un anno e sei mesi. Dopo la lettura del dispositivo Mazzeo si commuove in aula. Il pm durante la requisitoria ha fatto riferimento a un’opera di «dossieraggio» nei confronti di Ruggiero citando venti condotte che ne avrebbero «minato la dignità professionale anticipando l’esodo». La prima, ha proseguito il pm «è la richiesta di colloquio di Ruggiero con Mazzeo per chiedere “qual è il mio ruolo” dopo oltre un mese di insediamento del caporedattore». Collegandosi poi all’episodio che riguardava la visita di Renzi a Torino e Di Maio a Casale: «Anche questo per come ci viene raccontato, in due modi completamente diversi, da parte di Mazzeo è come se fosse colpa di Ruggiero se a Renzi viene dato più spazio di Di Maio. Mazzeo prospetta infatti che c’era da aspettarsi che Renzi attaccasse Appendino per la storia di Ream e quindi occorreva dare lo stesso spazio a di Maio». Aggiunge il pm: «Anche se la notizia non c’è».

Ruggiero aveva lamentato di essere stato costretto a lavorare nel primo turno del mattino, nonostante problemi di salute e di essere stato preso di mira per alcune rimostranze avanzate sull’uso dei taxi durante l’orario di lavoro. Il rapporto professionale però si sarebbe incrinato proprio per il taglio politico di alcuni suoi servizi, ritenuti dal caporedattore troppo a favore del centro-sinistra ed eccessivamente duri nei confronti del Movimento 5 Stelle.

La difesa di Mazzeo — avvocati Marco Ferrero e Andrea Scaglia — aveva sostenuto che il lavoro di Ruggiero «era contro i 5s, Di Maio, Appendino… un giornalista deve essere equidistante». Ferrero oggi ha aggiunto che da parte di Ruggiero c’erano «mail piene di livore… “mi dia del Lei”, “caro direttore”, “superdirettore” e lui era invece sempre cordiale. Non questioni da Camera Cafè ma fondamentali». Di «tiro al bersaglio» aveva parlato invece l’avvocata di parte civile, Michela Malerba, ricordando una mail riferita a Ruggiero dove si leggeva: «Non sappiamo cosa fargli fare». «Non mi sembrava il caso di scriverla», aveva commentato la legale. Malerba oggi ha precisato: «Non ho portato interpretazioni fantasiose all’attenzione del tribunale ma sono partita da fatti oggettivi perché il mio dovere non è girare i fatti ma attenermi al principio di verità – il riferimento è alle parole della difesa – Quindi sentirmi dire che noi abbiamo girato i fatti o fatto una prospettazione fantasiosa non lo accetto. Le parole hanno un peso. Ruggiero ha subito dei danni e una sofferenza che si è riacuita quando ha sentito rivolgersi determinate parole».

L’avvocato Marco Ferrero dopo la lettura del dispositivo commenta: «L’assoluzione è lapidaria, speriamo che la vicenda finisca in questo grado di giudizio per evitare ulteriori sofferenze, la liquidazione delle spese è un ulteriore segnale dell’infondatezza della denuncia presentata dalla persona offesa».


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