Abruzzo

“Procedura viziata, il sindaco faccia un passo indietro”


Una procedura “non solo discutibile sul piano politico, ma anche viziata sul piano normativo”. È l’accusa lanciata dal circolo Fratelli d’Italia di Atessa in merito alla recente stabilizzazione di un dipendente comunale inizialmente assunto a tempo determinato nello staff del sindaco. Il caso è finito al centro del dibattito politico cittadino, con FdI che chiede l’annullamento dell’intero iter e l’intervento degli organi competenti per verificare eventuali irregolarità.

«Poniamo una questione di legittimità amministrativa e politica – scrivono da Fratelli d’Italia – che ha ricevuto solo attacchi personali come risposta, senza nessuna spiegazione di merito». La vicenda, secondo il partito, ruoterebbe attorno alla partecipazione diretta del sindaco alla procedura di selezione del 2022, sulla base della quale si è poi giunti alla stabilizzazione odierna. «L’amministrazione stessa – si legge nella nota – ha ammesso in una recente dichiarazione social la presenza del sindaco nella commissione. Un elemento che, secondo il decreto legislativo 165/2001, è espressamente vietato per motivi di imparzialità».

Secondo Fratelli d’Italia, l’articolo 35 della norma prevede che le commissioni di selezione siano composte “esclusivamente” da esperti indipendenti e non da esponenti politici. «La presenza del sindaco – sostengono – compromette la legittimità dell’intera procedura».

Il partito fa sapere di aver protocollato una richiesta di accesso agli atti il 16 ottobre (numero 24436) per ottenere la documentazione completa dal 2022 a oggi. «Solo con i documenti in mano potremo valutare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti o profili di illegittimità. Ma già ora i dubbi sono più che fondati».

Nel mirino di FdI anche il tono usato dall’amministrazione comunale in risposta alle critiche. «Ci accusano con livore, ma noi non intendiamo abbassarci allo stesso livello. Serve rispetto istituzionale, non arroganza». Da qui l’appello finale: «Invitiamo il sindaco Borrelli a riconsiderare la scelta. Un passo indietro o un atteggiamento più aperto al confronto sarebbero un segnale di maturità politica utile al dialogo tra le forze che hanno davvero a cuore il futuro della città».


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