Società

Primo docente robot dotato di IA farà lezione di STEM. Somiglierà ad una giovane donna di 24 anni, avrà personalità solare. Avrà il costo di un anno e mezzo di stipendio di un docente italiano

Un liceo dello Stato di New York avvierà nell’autunno 2026 una sperimentazione che prevede l’impiego del robot umanoide Sally e di un assistente didattico basato sull’intelligenza artificiale. Il progetto interesserà la Salamanca High School, nel distretto di Cattaraugus County, e secondo l’azienda Realbotix sarà il primo del genere negli Stati Uniti.

*Immagine generata con Intelligenza Artificiale a scopo illustrativo e non fedele alle caratteristiche del robot descritto nella notizia.

Il robot sarà utilizzato nelle attività Stem e consentirà agli studenti di interagire attraverso conversazioni naturali, mentre l’assistente AI sarà disponibile anche online.

Il robot, battezzato Sally, è stato progettato con il coinvolgimento degli studenti, chiamati a contribuire alla definizione delle sue caratteristiche. Il prodotto presenta le sembianze di una giovane donna tra i 16 e i 24 anni, con pelle in silicone di tonalità chiara, lunghi capelli scuri e sopracciglia sottili. Secondo il progetto, dovrà avere una personalità solare, positiva e umile, oltre a una conoscenza della storia locale di Salamanca. L’acquisto del robot è costato al distretto scolastico circa 58.000 dollari, una cifra pari a circa un anno e mezzo di stipendio lordo di un docente della scuola secondaria italiana. E, sta nelle cose, non avanzerà pretese sindacali.

L’iniziativa ha però suscitato la contrarietà degli insegnanti. La presidente della Salamanca Teachers’ Association, Lacey Pihlblad, ha chiesto di sospendere il progetto, sostenendo che l’introduzione di un robot umanoide in classe rappresenti “un enorme passo nella direzione sbagliata” e chiedendo maggiori garanzie sulla privacy e sulla gestione dei dati.

Critiche, riporta il TheGuardian, sono arrivate anche dal sindacato statale New York State United Teachers. La presidente Melinda Person ha definito il progetto “davvero inappropriato”, affermando che “la risposta alle sfide della scuola non sono più robot, ma più relazioni umane”.


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