Friuli Venezia Giulia

Primavera, tornano le zecche: rischi e prevenzione

6 aprile 2026 – ore 11:30 – Il giorno di Pasquetta si trascorre tradizionalmente all’aperto, tra picnic, grigliate, passeggiate nei boschi e relax nei prati. È proprio in questi casi che aumenta il rischio di incontrare le zecche, piccoli parassiti che si annidano nell’erba alta e nelle aree umide e ombreggiate. Le zecche non saltano e non volano: si limitano ad aggrapparsi quando qualcosa o qualcuno sfiora la vegetazione in cui si trovano. Il periodo di maggiore attività va dalla primavera al tardo autunno, con un picco nei mesi più caldi, quando le persone frequentano con maggior assiduità parchi e sentieri. In Italia, la specie più diffusa è Ixodes ricinus (o zecca dei boschi), responsabile della maggior parte delle punture e delle infezioni trasmesse all’uomo.

Il morso di una zecca spesso non provoca dolore immediato, motivo per cui può passare inosservato: tuttavia, il morso di zecca può provocare conseguenze anche gravi. Alcune specie possono trasmettere infezioni come la malattia di Lyme o l’encefalite da zecca (TBE). Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la malattia di Lyme è la più comune infezione trasmessa da zecche in Europa, con circa 65.000 casi stimati ogni anno. In alcune regioni del Nord-Est italiano è presente anche il rischio di encefalite da zecca (TBE), con una media di 30–50 casi l’anno nel nostro Paese. Il rischio dipende dall’area geografica e dal tempo di permanenza del parassita sulla pelle: più a lungo resta attaccato, maggiore è la possibilità di trasmissione. Per ridurre le probabilità di essere punti è utile indossare abiti chiari e coprenti, infilare i pantaloni nei calzini, utilizzare repellenti specifici e, soprattutto, controllare accuratamente il corpo al rientro da una giornata all’aperto, prestando attenzione a pieghe cutanee, cuoio capelluto e zone calde e umide. La stessa attenzione va rivolta agli amici a quattro zampe, che possono essere trattati con antiparassitari dedicati.

Se nonostante le precauzioni si trova una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla correttamente: si utilizzano pinzette a punta fine, afferrando il parassita il più vicino possibile alla pelle e tirando con un movimento lento e costante, senza schiacciarne il corpo. Dopo la rimozione si disinfetta la zona e si monitora la comparsa di arrossamenti, febbre o sintomi insoliti: fondamentale inoltre segnare sul calendario la data della puntura, così da comunicarla al medico nel caso in cui insorgano sintomi preoccupanti nelle settimane successive. Se una parte della zecca resta incastrata nella pelle, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista. In ogni caso, la prevenzione mirata, soprattutto se rafforzata dal vaccino, e un eventuale intervento tempestivo riducono notevolmente i rischi e permettono di godersi il tempo all’aria aperta con maggiore serenità.

Articolo di Benedetta Marchetti 




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