Emilia Romagna

Pride, Palestina e patrioti, Bologna si prepara a un sabato di cortei

Il centro di Bologna si prepara a un nuovo pomeriggio di manifestazioni. Dopo l’evento del 7 ottobre all’università e le scritte comparse sui muri, già rimosse, oggi, sabato 10 ottobre, si parte, alle 16, in via Mascarella, con Rivolta Pride, “contro il crescente clima di odio omolesbobitransfobico e razzista”, si legge nella nota. 

Il corteo raggiungerà poi la manifestazione per la Palestina, convocata alle 17 in piazza del Nettuno. Nella stessa giornata è atteso anche il raduno nazionale della Rete dei Patrioti, formazione di estrema destra. Gli appuntamenti di oggi sono stati all’ordine del giorno dell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Da via Mascarella al Nettuno

Al Nettuno l’appuntamento è con i Giovani Palestinesi, che tornano in piazza con lo slogan “La fine del genocidio è la fine del sionismo”, nell’ambito di una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolge diverse città, Roma compresa. 

Tra le motivazioni della mobilitazione, anche il riarmo europeo e il ddl Romeo sull’antisemitismo. 

Intanto Confesercenti Bologna esprime timore che la manifestazione “possa degenerare in altri incidenti come successo a luglio scorso”, ricordando che “si tiene in una fascia oraria in cui la città e, soprattutto, il centro storico sono pieni di turisti e cittadini – si legge nella nota – molto importante per il lavoro di gestori di negozi o pubblici esercizi di vicinato. Uno scenario che non potrà che dare, ancora una volta, un’immagine sbagliata di Bologna. La nostra Città risulterebbe penalizzata sia dal punto di vista commerciale che turistico”.

Corteo Palestina-3

Dopo il 7 ottobre

Le nuove mobilitazioni arrivano a pochi giorni dall’iniziativa organizzata dai Giovani Palestinesi in un’aula dell’Alma Mater, senza autorizzazione dell’Ateneo, nel terzo anniversario dell’attacco di Hamas a Israele. Durante l’incontro, che comprendeva un dibattito e una proiezione, l’attacco del 7 ottobre 2023 è stato presentato come un’azione di resistenza e paragonato all’azione partigiana di via Rasella. Il sindaco Matteo Lepore ha definito quelle parole “orripilanti”, respingendo l’accostamento alla Resistenza italiana.

La giornata si era conclusa senza disordini. Parallelamente, la comunità ebraica aveva ricordato le vittime dell’attacco con una cerimonia in piazza San Domenico e un momento di raccoglimento in sinagoga. 

Le scritte in vicolo Monticelli

Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre sono poi comparse sui muri di vicolo Monticelli scritte antisemite e messaggi contro il sindaco e la presidente del Consiglio. Tra le frasi, “spara e centra il rabbino”, “Lepore appeso” e “Meloni boia”, oltre a uno slogan inneggiante al 7 ottobre. Le scritte sono state cancellate nella mattinata di venerdì 9 ottobre.

Sull’episodio indaga la polizia, che ha acquisito le immagini delle telecamere della zona per cercare di identificare i responsabili. Al momento non risultano elementi che consentano di collegare gli imbrattamenti all’assemblea universitaria.

La riunione dei patrioti

A mantenere l’attenzione sulla giornata, anche la riunione nazionale della Rete dei Patrioti, sigla che raccoglie formazioni di estrema destra e sostiene politiche di remigrazione. Luogo e orario non sono stati resi noti: “Sarà l’occasione di ritrovarsi, in una delle città più ostili d’Italia dove, nonostante tutto, abbiamo ottenuto grandi soddisfazioni, con una crescita esponenziale del nostro gruppo militante, e di discutere le linee politiche per il nuovo anno militante – si legge sui social – Un anno che ci vedrà impegnati su diversi fronti caldi, dalla Remigrazione con il comitato ReR alla sicurezza delle nostre città, passando per una nuova campagna politica nazionale contro i nemici di sempre”. 

 


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