Presunti fondi ad Hamas, rigettato il secondo ricorso in Cassazione: Hannoun resta in carcere

Genova. La Corte di Cassazione ha rigettato il secondo ricorso dei legali di Mohammad Hannoun, che resta quindi in carcere.
Hannoun è accusato di aver finanziato Hamas tramite una rete di associazioni benefiche, si trova nel carcere di alta sicurezza di Terni dal 27 dicembre 2025. La suprema Corte ad aprile aveva aveva annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, chiedendo una rivisitazione complessiva delle prove contro gli indagati, insieme a un’analisi più approfondita delle fonti aperte utilizzate per l’indagine. Il tribunale del Riesame di Genova però con una ordinanza aveva confermato la detenzione.
Da cui il nuovo ricorso dei difensori di Hannoun, Fabio Sommovigo e Dario Rossi, che oggi in aula hanno sostenuto che il nuovo provvedimento non avrebbe affrontato i nodi principali indicati dalla Cassazione.
Nel frattempo la Procura di Genova ha chiuso le indagini sui presunti fondi inviati a Hamas. E vorrebbe arrivare al rinvio a giudizio entro la fine dell’anno. In caso contrario le custodie cautelari per Hannoun, Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, decadrebbero per decorrenza dei termini e tutti gli arrestati dovrebbero essere scarcerati.’
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari oltre che per gli arrestati è stato inviato anche agli indagati a piede libero Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa e Khalil Abu Deiah che erano stati scarcerati dal Riesame.
Secondo la Procura al vertice dell’associazione terroristica c’era il genovese Mohammad Hannoun, accusato di essere “membro del comparto estero” di Hamas e vertice della cellula italiana dell’organizzazione. Hannoun nella sua veste di fondatore e legale rappresentante dell’associazione di beneficienza Abspp di Genova, amministratore di fatto dell’associazione e rappresentante legale della Abspp O.D.V. e amministratore di fatto dell’associazione Benefica La Cupola d’Oro, nonché dell’Associazione Benefica La Palma, avrebbe destinato il 71% dei fondi e dei beni raccolti per la popolazione palestinese, direttamente o indirettamente ad Hamas, per un totale complessivo di oltre 7 milioni di euro in 24 anni di attività.