Presunti dossier, il direttore del Secolo XIX: “Bucci ha mentito e posso dimostrarlo con documenti”
Genova. “Bucci, nella conferenza stampa organizzata per cercare di rimediare a una situazione che dire imbarazzante è poco, ha mentito. E lo ha fatto parlando in veste istituzionale. Bucci ha mentito, e posso dimostrarlo in modo documentale“. Il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla passa al contrattacco sul caso dei presunti dossier della Regione contro il suo giornale. E, sull’edizione odierna del quotidiano, racconta la sua versione dei fatti in attesa degli sviluppi della vicenda giudiziaria che lo vedrà contrapposto al portavoce del presidente, Federico Casabella, in una guerra fatta di querele, controquerele e accuse incrociate.
Ieri Bucci ha smentito categoricamente di aver inviato quei fascicoli con la “rassegna stampa commentata” all’editore, che formalmente è Pierfrancesco Vago, amministratore delegato di BlueMedia: “Io ho parlato con Brambilla. Non parlo con l’editore”. Anche Casabella ha negato. Oggi Brambilla rilancia: “Lo dimostrino, se possono. Io ho tutte le chat per poterli smentire. Tutte“.
Poi il caso del presunto “decalogo” con le istruzioni su come il Secolo avrebbe dovuto seguire la campagna elettorale. “Io non ho fatto nessun vademecum. Quella non è roba nostra”, la risposta secca del governatore. Anche questo è falso, secondo Brambilla: “Quel foglio, intitolato Risposta del governatore Bucci, è stato inviato il 13 maggio 2025 alle ore 16:02:08 al mio editore, che me lo ha girato. E ribadisco che me lo ha girato solo per mia informazione, senza esercitare alcuna pressione. Il mio editore mi ha sempre garantito piena autonomia e libertà”.
“Mi spiace dover citare queste chat private, ma l’indipendenza della stampa dalla politica è un bene pubblico. E la versione di Bucci, oltre che falsa, è diffamatoria e io debbo difendere, prima di ogni cosa, la verità. Poi la dignità, poi la storia del Secolo. Qualcuno ha agito, oltre che con molta prepotenza, con molta imprudenza”, chiosa il direttore.

Brambilla ribadisce: “Nessun accordo tra me e Bucci”
Brambilla si sofferma a lungo sul citato “accordo” tra lui e Bucci per ricevere i presunti dossier, circostanza riferita da Casabella all’Ordine dei giornalisti – che ha avviato un’istruttoria sulla vicenda in seguito a un esposto anonimo – e riportata di conseguenza al direttore, che per questo ha deciso di querelare il portavoce per diffamazione. Lui ha poi confermato la stessa versione a Repubblica e ai cronisti durante la conferenza stampa di ieri: “Sono doppiamente grato a Casabella di queste ripetizioni, perché mi hanno dato la possibilità di trasformare la mia querela da diffamazione semplice a diffamazione a mezzo stampa“, sottolinea Brambilla.
Il direttore del Secolo XIX elenca quattro punti che smentirebbero, a suo dire, l’esistenza di quell’accordo: le critiche presenti nei dossier, il fatto che i dossier siano stati inviati all’editore anziché direttamente a lui (tranne l’ultimo del 22 novembre), le proteste “energiche” di Brambilla contro i dossier documentate nelle chat con Bucci e nelle comunicazioni all’editore, e infine l’episodio di giugno 2025, quando Bucci davanti alle telecamere invitò i giornalisti del Secolo a “darsi una regolata”, suscitando un coro di proteste.
Brambilla insiste nel chiamarli dossier e non “rassegne stampa”, fascicoli che conterrebbero secondo lui “un’infinità di omissioni”, perché insieme alle critiche sulle presunte disparità di trattamento “non si citano le interviste e gli spazi dati al centrodestra”. L’Ordine dei giornalisti, venendo a conoscenza di un ipotetico “accordo”, ha convocato Brambilla: “Rischiavo una sanzione disciplinare durissima, la sfiducia della redazione, ma soprattutto una enorme figura di merda. Sono rimasto stupito per una tale menzogna”.
La guerra nei tribunali
A parte il clamore mediatico e politico della vicenda, con le dimissioni di Bucci invocate anche da esponenti del centrosinistra a livello nazionale, l’impressione è che ci saranno pesanti strascichi in ambito giudiziario.
Dopo la querela di Brambilla nei confronti di Casabella, quest’ultimo ha preannunciato una controquerela per diffamazione (tra le accuse c’è proprio l’uso del termine dossier, dato che il dossieraggio è un reato) e ha lamentato possibili violazioni deontologiche da parte del consiglio dell’Ordine dei giornalisti, perché avrebbe rivelato informazioni riservate a istruttoria ancora aperta, in particolare la rivendicazione della paternità dei fascicoli (redatti da lui e Diego Pistacchi, come ammesso dal portavoce stesso).
A partire dall’iniziativa legale di Brambilla, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo d’inchiesta, per ora contro ignoti. Ovviamente il primo reato ipotizzato è la diffamazione aggravata dal mezzo stampa, ma non è escluso che gli sviluppi a cascata possano portare i magistrati a valutare altri tipi di reati.
Il comunicato del comitato di redazione del Secolo XIX
Il Cdr del Secolo XIX, dopo la comunicazione fatta alla Redazione nel tardo pomeriggio martedì 10 marzo dalla Direzione e dopo le notizie comparse sulla stampa nella giornata di mercoledì 11 marzo che riguardano il nostro giornale e il lavoro di noi giornalisti monitorato in un dossier elaborato dallo staff della comunicazione del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, ha chiesto un incontro urgente all’Azienda.
Blue Media Srl, società editrice del Secolo XIX, ha ribadito “che l’acquisizione della testata ha avuto la finalità di assicurare la continuità della stessa e dell’azienda come storica voce autorevole di informazione in Liguria e nel Paese. L’editore ha inteso e intende salvaguardare la piena indipendenza della Direzione e della Redazione, mantenendo una piena e doverosa consuetudine di apertura e ascolto verso i rappresentanti delle istituzioni e dei corpi sociali in una logica di reciproca correttezza”.
I giornalisti del Secolo XIX, che in 140 anni di storia mai si sono fatti condizionare dalla politica o da altri potentati di turno, proseguiranno il proprio lavoro in piena autonomia. La Redazione, che in questi mesi senza condizionamento alcuno, ha lavorato al servizio dei propri lettori come voce autorevole di Genova e della Liguria, continuerà a farlo in maniera libera e indipendente.
La Fnsi: “Ennesimo tentativo di condizionare i colleghi, siamo al loro fianco”
“Ciò che emerge dalla vicenda di Genova è l’ennesimo tentativo della politica di voler condizionare il lavoro dei colleghi del Secolo XIX. Negli anni la redazione ha saputo dimostrare autonomia e indipendenza dai potentati di turno e, talvolta, anche rispetto a qualche direttore”, commenta la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante.
“La Federazione della Stampa – aggiunge – è al fianco dei colleghi oggetto del report della Regione Liguria. Per il resto toccherà all’Ordine dei giornalisti della Liguria, al quale si rinnova piena fiducia, vagliare eventuali comportamenti scorretti”.
Il fascicolo ricevuto da Genova24
Ieri, dopo l’esplosione del caso relativo al Secolo XIX, il direttore di Genova24 Andrea Chiovelli ha parlato di di un fascicolo cartaceo dal contenuto simile ricevuto dalla nostra testata in occasione di un incontro chiesto da lui e dall’editore Matteo Rainisio al portavoce Casabella per discutere della gestione delle comunicazioni con i giornalisti di Genova24 e IVG in caso di richiesta di informazioni. A differenza di quanto apparentemente accaduto nel caso del Secolo XIX, il fascicolo in questione è stato ricevuto soltanto una volta, in occasione di quell’incontro, e il contenuto, per quanto critico, non conteneva suggerimenti ulteriori, “decaloghi” o nominativi di giornalisti “sgraditi”.
Questo episodio è stato comunque riferito all’Ordine dei giornalisti, che ha convocato anche il direttore di Genova24 insieme a quelli di altre testate per fare luce sulle eventuali “pressioni” dello staff di Bucci nei confronti della stampa.




