Premio Oleario Pomea d’Oro, a Silvio Pasquato la 28ª edizione il 22 maggio 2026

È stato il nuovo MUSeuM – Museo degli Euganei di Villa Beatrice d’Este, inaugurato da poche settimane sul Monte Gemola, a fare da cornice alla 28ª edizione del Premio Oleario Pomea d’Oro, il concorso dedicato all’eccellenza dell’olio extravergine dei Colli Euganei.
Uno spazio pensato per raccontare il territorio attraverso tecnologie immersive e percorsi interattivi, nato dal recupero della storica villa provinciale di Baone e destinato a diventare un punto di riferimento per la promozione culturale e ambientale degli Euganei. Un luogo simbolico, dunque, per celebrare una delle produzioni identitarie più rappresentative del paesaggio collinare padovano.
Promosso dal Comune di Galzignano Terme insieme al Parco Regionale dei Colli Euganei, alla Provincia di Padova e ad Aipo Verona, con il coinvolgimento dei nove Comuni dell’area olivicola euganea, il Premio continua a rappresentare uno dei momenti più autorevoli per la valorizzazione dell’olio extravergine del territorio.
La vittoria di Silvio Pasquato
A conquistare il primo posto è stato Silvio Pasquato, premiato per un blend ottenuto dagli uliveti di Arquà Petrarca. L’olio ha convinto il panel di degustazione grazie a una trama sensoriale particolarmente raffinata: sentori di oliva verde ed erba falciata si intrecciano a note di carciofo, pomodoro e mandorla, mentre all’assaggio emergono equilibrio, persistenza e una calibrata armonia tra amaro e piccante.
Un risultato che conferma anche quanto il paesaggio olivicolo euganeo sappia esprimere sfumature diverse da collina a collina, persino tra comuni confinanti. Lo stesso Pasquato, infatti, nella scorsa edizione aveva ottenuto il secondo posto con un olio proveniente dagli uliveti di Galzignano Terme: una dimostrazione di come microclima, esposizione e composizione dei terreni contribuiscano a rendere unica ogni produzione.
Al secondo posto si è classificata Marisa Giacometti, Azienda Agricola Olivicola di Arquà Petrarca, mentre il terzo riconoscimento è andato ad Antonino Venuto, oggi alla guida di Villa Bianca a Galzignano Terme.
La cerimonia di premiazione è stata accompagnata da una degustazione aperta ai presenti, che hanno potuto assaporare gli oli in concorso e cogliere le differenti sfumature organolettiche delle produzioni euganee.
I numeri del concorso e la qualità degli oli
Sono stati 34 gli oli presentati quest’anno al concorso. A colpire particolarmente la giuria è stato l’altissimo livello medio delle produzioni: ben undici extravergini hanno superato i 90 punti su 100, mentre tutti gli altri si sono attestati tra gli 80 e i 90 punti.
Alle aziende partecipanti verrà consegnata, oltre all’attestato del Premio aggiudicato ieri sera, anche una scheda tecnica con i parametri chimici e sensoriali del proprio olio. Uno strumento importante non soltanto per il confronto qualitativo, ma anche per la valorizzazione commerciale delle produzioni.
Le caratteristiche dell’olio dei Colli Euganei
«La forza dell’olio euganeo nasce proprio da queste colline – ha spiegato Elisa Bandiera, presidente della giuria e tecnico di Aipo – gli ulivi crescono in un contesto unico: rilievi vulcanici immersi nella Pianura Padana e aperti verso il mare, dove l’escursione termica favorisce caratteristiche organolettiche di altissimo livello. Qui si raggiungono concentrazioni di acido oleico tra le più elevate d’Italia, elemento fondamentale per la qualità nutrizionale dell’extravergine».
Bandiera ha poi sottolineato come il valore dell’olio euganeo risieda anche nella dimensione artigianale della produzione: «Parliamo di poche centinaia di ettari coltivati da piccole aziende familiari, dove ogni pianta viene seguita con estrema attenzione. La stessa cura continua nei frantoi, che lavorano olive raccolte poche ore prima, preservando integralmente aromi e qualità».
Il valore culturale e turistico dell’olio euganeo
Per il sindaco di Galzignano Terme Riccardo Masin, Comune capofila del Premio, il Pomea d’Oro rappresenta ormai «uno strumento fondamentale per promuovere fuori dai Colli Euganei un prodotto che negli anni ha saputo conquistare riconoscibilità e prestigio. La crescita qualitativa registrata dal concorso racconta il percorso di maturazione compiuto dai nostri produttori e da un intero territorio».
Sul valore culturale dell’olio euganeo si è soffermato anche Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova e presidente dell’edizione 2026 del Premio: «Questo concorso ha contribuito a costruire una nuova consapevolezza territoriale, facendo comprendere ai produttori e alle comunità locali il valore straordinario di ciò che nasce da queste colline. Oggi l’olio è diventato anche una leva di attrazione turistica, capace di unire paesaggio, gastronomia e identità».
Presente alla serata anche il senatore Antonio De Poli, che ha rivolto un ringraziamento particolare agli agricoltori e ai produttori olivicoli, definiti «custodi autentici di queste terre e dei saperi che le attraversano». «Far conoscere l’olio dei Colli Euganei – ha sottolineato – significa raccontare un territorio unico, capace di trasformare le proprie eccellenze agricole in cultura, economia e identità».
Per il presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei Alessandro Frizzarin, il successo dell’olio euganeo è strettamente legato all’ambiente che lo genera: «Le qualità di questo extravergine nascono dall’incontro tra il lavoro paziente degli agricoltori e un paesaggio straordinario, oggi riconosciuto dal Mab Unesco come Riserva della Biosfera. Sono le peculiarità pedoclimatiche dei Colli Euganei ad aver reso possibili produzioni di eccellenza, dall’olio al vino, trasformando questo territorio in un riferimento sempre più riconoscibile anche a livello internazionale».
Anche il sindaco di Baone Francesco Corso ha richiamato il valore del percorso compiuto negli ultimi decenni: «La svolta per i Colli Euganei è arrivata quando questo territorio ha iniziato a prendere coscienza della propria unicità. L’istituzione del Parco ha contribuito a costruire una nuova identità, fondata sulla tutela del paesaggio e sulla valorizzazione delle produzioni locali. I risultati di oggi sono il frutto di quella visione».
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