Potere al collettivo oltre il personalismi. Nessuno va lasciato indietro
“La nostra non è una lista, è un grido di denuncia verso un mondo che sta perdendo la sua umanità. Siamo contrari al meccanismo personalistico, a persone che si susseguono senza mai parlare di contenuti. Per noi è anche un’opportunità di poter tentare di cambiare radicalmente un’organizzazione sociale che è devastante, lavorando su una democrazia diretta ridefinendo e ricostruendo la città”. È con queste parole di Marco Tulli che oggi, venerdì 6 marzo, la lista “Alternativa Comune” si è presentata in piazza Zucchi in vista delle prossime elezioni amministrative.
Chi sono i promotori di Alternativa Comune
Il progetto di Alternativa Comune è nato dalle anime radicali della sinistra aretina. Quali? “Potere al popolo, Rifondazione Comunista e Sinistra popolare – spiegano dalla lista – sicuramente la nostra sarà una candidatura squisitamente di sinistra senza altre influenze”.
Da chi sarà sostenuta? Marco Tulli, ex consigliere comunale dell’assise cittadina in quota Verdi prima e Sel poi; Cristiano Rossi, anche lui ex consigliere comunale nonché candidato al parlamento con Unione Popolare per la corsa elettorale del 2022; Gino Caneschi, già segretario di Rifondazione Comunista Arezzo nonché storico militante; Luigi Scatizzi, consigliere comunale in quota Udc e presidente delle Acli di Arezzo. Insieme a loro anche altri nomi noti dell’impegno politico della sinistra radicale quali Roberto Bernardini, Serena Marinelli, Annalisa Piattelli e Nedal Cini Alzyod. Questa è parte della squadra che comporrà la formazione che scenderà in campo alle prossime elezioni.
Membri della lista, obiettivi e futuro candidato

Nessun nome per il momento è stato annunciato come candidato, ma l’ipotesi più concreta è che possa essere scelta una donna a guidare la lista. In ogni caso, un punto centrale della lista è la forza della collettività, di una pluralità di voci: “La città sta morendo dentro sé stessa – ha proseguito Tulli -, il nostro obiettivo è cercare di riprendersi cura di Arezzo, e secondo noi lo si può fare solo stando insieme, costruendo un’intelligenza collettiva e non dando mandato a un singolo incaricato di risolvere i problemi perché non sarà così e non è mai stato così”.
“Tra i punti che ci stanno particolarmente a cuore – ha sottolineato Cristiano Rossi – c’è anche quello della scuola, della cultura e dei giovani. Non hanno appetibilità nei confronti della nostra città, quando avranno la possibilità se ne andranno perché la sentono vecchia e culturalmente inadeguata. Dobbiamo cercare di renderla nuova, moderna e internazionale. I nuovi cittadini che negli ultimi anni sono arrivati nella nostra città devono far parte dell’identità di Arezzo, che deve essere ricostruita sulla base delle nuove culture. Abbiamo alcuni partiti – ha aggiunto Rossi – appartenenti alla galassia della sinistra che ci sostengono come il Partito Comunista di unità popolare, il Partito della Rifondazione Comunista, ci sono persone simpatizzanti di Potere al Popolo e altri ancora”.

Gli altri temi cardine
“Alternativa Comune non è una semplice lista elettorale – si legge in una nota – ma la sfida collettiva di chi ha smesso di aspettarsi soluzioni dall’alto o risposte dalle solite lobby di turno. La nostra è una proposta antifascista e antirazzista, che vuole trasformare la partecipazione in una pratica quotidiana e vincolante, per costruire una comunità dove nessuno sia lasciato solo.
Ci battiamo – spiegano – per obiettivi non negoziabili come la ripubblicizzazione dell’acqua entro il 2029, la difesa intransigente della sanità pubblica e la tutela del lavoro inteso come dignità e diritto, promuovendo un’economia di prossimità che dia vita di nuovo ai quartieri, alle periferie e alle frazioni, contro lo strapotere della grande distribuzione e lo sfruttamento. Diciamo un no deciso al consumo di suolo e alle grandi opere inutili, così come alla triste abitudine di una cultura-spettacolo. Vogliamo rimettere al centro il valore del “prendersi cura”, scegliendo di stare dalla parte degli ultimi, dei più fragili e delle famiglie in difficoltà. Abbiamo scelto la strada di una democrazia radicale, senza Re e generali perché il cambiamento non può essere affidato al potere di capitani solitari, ma soltanto all’intelligenza collettiva dei cittadini; per questo la nostra campagna elettorale parlerà sempre a più voci e i nostri eventuali eletti saranno soltanto portavoce dei bisogni reali dei territori, pronti a una pratica politica autentica e propositiva, distante dalle vecchie logiche di potere.
È tempo di rigenerare la città su basi totalmente nuove e dimostrare che il potere non appartiene a chi comanda, ma nasce quando le persone ricominciano a collaborare. Crediamo che oggi sia necessario un atto di responsabilità che proponga un progetto di Alternativa Comune per la città di Arezzo e che risponda alle istanze dei tanti cittadini e cittadine che hanno perso fiducia nella politica”.
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