Cultura

Pony – Claerly Cursed | Indie For Bunnies

Dopo nemmeno tre anni dall’uscita del suo sophomore “Velveteen“, Pony ritorna con questo suo nuovo LP, pubblicato dalla Take This To Heart Records.

Per il suo terzo album Sam Bielanski, titolare di questo progetto, ha lavorato insieme al suo storico collaboratore e chitarrista Matty Morand: inoltre hanno lavorato con loro i componenti della loro live-band, Christian Beale (basso) e Joey Ginaldi (batteria), e al produttore Alex Gamble che li ha aiutati a esplorare alcune nuove soluzioni sonore.

Credit: Press

Durante una visita a una medium a 21 anni alla Bielanski è stato di avere uno spirito oscuro, ma Sam non aveva abbastanza soldi per pagarla per farlo scomparire e ha allora deciso di conviverci ed è proprio da lì che nasce questo nuovo disco.

Ad aprire “Clearly Cursed” ci pensa l’ottimo “Superglue”, uno dei numerosi singoli che hanno anticipato la sua uscita: mentre parla di gelosia, il brano ci regala una perla pop costruita con chitarre jangly e qualche synth dai profumi ’80s, deliziandoci con melodie dall’ottimo sapore e ritmi intensi.

Non possiamo dimenticare di citare “Freezer”, altro pezzo eccitante, che vede un maggiore uso di elementi elettronici, ma allo stesso non manca una forza grungey e un ritornello power-pop assolutamente delizioso.

Al centro del disco ecco “Hot And Mean” che, se da una parte non perde la potenza strumentale caratteristica delle sei corde di Pony, dall’altro aggiunge tanta dolcezza ai suoi toni, con momenti emotivi e una voglia dreamy.

“Blame Me”, invece, contiene una certa malinconia ed è descritta con chitarre cristalline, mentre il drumming raggiunge una notevole potenza, senza dimenticare, però, un’anima pop che la rende così piacevole.

“Every Little Crumb” poi ha chitarre decisamente più pesanti rispetto a tutto il resto del disco con una certa sensazione grunge che la pervade e ritmi molto alti, ma anche qui è sempre presente uno squisito tocco pop.

Pony riesce a portare sentimenti ed emozioni dentro “Clearly Cursed”, provando allo stesso tempo a testare qualche nuova soluzione sonora, ma senza doversi snaturare troppo: per la musicista di Toronto un piccolo e gradito progresso da seguire e da gustare.


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