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Pompei è un "orologio geologico"



L’eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. sommerse Pompei ed Ercolano è una “macchina del tempo” per i geologi. Un team di ricerca, guidato dal Berkeley Geochronology Center dell’Università della California insieme all’Università di Padova, ha rianalizzato i minerali vulcanici di quasi duemila anni fa, trasformandoli in uno strumento per misurare l’età delle rocce e della Terra.
Lo studio, pubblicato su Science Advances, dimostra come un evento di cui conosciamo già la data con certezza possa aiutare a perfezionare i metodi di datazione usati per studiare il passato più remoto del nostro pianeta.. L’esperimento sui minerali di Oplontis
I ricercatori sono partiti da alcuni campioni di sanidino — un minerale ricchissimo di potassio — raccolti presso la Villa di Poppea ad Oplontis (a Torre Annunziata), proprio nei depositi lasciati dalle prime fasi dell’eruzione.
I cristalli sono stati analizzati con il metodo argon-argon, una tecnica che misura la trasformazione naturale nel tempo del potassio in argon all’interno dei minerali vulcanici. Conoscendo la velocità con cui avviene questa trasformazione chimica, i geologi riescono a calcolare da quanto tempo si è formata una roccia.
Mettere alla prova questo strumento su un evento storico come l’eruzione del 79 d.C. ha permesso di testarne l’affidabilità: l’analisi sui minerali di Pompei ha restituito un’età di circa 1.938 anni (con un margine d’errore di soli 13 anni), che corrisponde perfettamente con l’età del 79 dopo Cristo ricavata dagli scritti di Plinio il Giovane.. Oltre a confermare la storia, l’esperimento ha raggiunto un livello di accuratezza mai visto prima per materiale geologico così recente. Il margine di errore è stato ridotto a meno dell’1% (un’approsimazione di 13 anni su duemila anni di storia), dimostrando che questa tecnica può essere precisa quasi quanto un orologio di precisione.
Gli scienziati in questo modo sono riusciti a calcolare con molta più esattezza le proprietà atomiche del potassio, migliorando la precisione con cui potremo datare qualsiasi roccia sulla Terra.. La nuova datazione cambia le regole del gioco
Disporre di strumenti di datazione così precisi permette di valutare meglio quanto sono pericolosi i vulcani che sorgono in aree densamente popolate, come i Campi Flegrei o lo stesso Vesuvio: ricostruire le eruzioni del passato con un margine d’errore minimo aiuta gli scienziati a stimare meglio i periodi di riposo del magma e a prevedere le dinamiche future.. Inoltre, una datazione argon-argon tanto accurata diventa un parametro fondamentale per perfezionare altre tecniche di misura comunemente impiegate in archeologia, a partire dal metodo del Carbonio-14.
Infine, riuscire a collocare nel tempo le eruzioni su scala secolare offre ai ricercatori la possibilità di collegarle con estrema esattezza ai grandi mutamenti climatici e agli eventi di estinzione di massa, aiutando a ricostruire con minuzia l’evoluzione dell’ambiente terrestre nei millenni..


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