Puglia

Policlinico, a Bari primo trapianto d’Italia con accesso unico

Per la prima volta in Italia è stato eseguito al Policlinico di Bari un trapianto di rene con tecnica robotica a un unico accesso. Significa che da un’unica incisione di circa 7 centimetri viene inserito il braccio robotico che ha come terminali gli strumenti micro chirurgici necessari all’intervento. La procedura, eseguita nei giorni scorsi con il sistema robotico Da Vinci Single Port, è stata effettuata dal professor Pasquale Ditonno e dalla sua équipe dell’Unità operativa di Urologia, specializzata in chirurgia robotica. In altri centri italiani viene eseguito il trapianto con chirurgia robotica multiport, con la quale al Policlinico di Bari sono stati eseguiti già 17 trapianti di rene tra il 2023 e il 2024. La differenza è che il chirurgo opera attraverso tre o quattro piccole incisioni nella parete addominale, attraverso cui vengono introdotti il sistema ottico e i bracci robotici. La tecnica Single Port, invece, introdotta con successo al Policlinico di Bari, ha una serie di ulteriori vantaggi come spiega il professor Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di Urologia e del Centro: “Un’unica incisione significa meno manipolazione dei tessuti muscolari e fasciali, con minore stress biologico per un organismo già impegnato nella risposta immunitaria post-trapianto.

Oltre al primato clinico, c’è la storia di una madre di 61 anni che ha scelto di donare un rene al figlio di 44 anni, affetto da rene policistico. Per lui il percorso di malattia è stato lungo e complesso. Nel gennaio 2022 aveva iniziato la dialisi peritoneale e, dopo sei mesi, era stato costretto a passare all’emodialisi. L’evoluzione della patologia aveva reso necessario, nel maggio 2025, anche l’asportazione di uno dei reni. Oggi, dopo anni di cure e con la malattia che lo aveva costretto anche a interrompere l’attività lavorativa, il gesto della madre apre per il paziente una nuova prospettiva di vita.

Il Policlinico di Bari si è dotato del Da Vinci Single Port grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del FESR-FSE 2021-2027, Azione 8.4 “Rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e sviluppo della telemedicina”. Tra i vantaggi della chirurgia robotica c’è il minor tempo di degenza in ospedale; i pazienti possono riprendere la deambulazione rapidamente, con riduzione del rischio tromboembolico e delle complicanze da allettamento, fattori particolarmente rilevanti nel paziente immunosoppresso. Da considerare anche i benefici estetici: una cicatrice singola, di dimensioni contenute, riduce l’impatto psicologico dell’intervento, un aspetto non secondario per chi convive con i segni fisici del trapianto per l’intera vita.

“La modifica a un’unica incisione del single port  – spiega il professor Ditonno –   apparentemente semplice, richiede in realtà un significativo salto di competenza nella gestione dello spazio chirurgico e nella coordinazione degli strumenti, ed è per questo che la nostra esperienza pregressa è stata determinante. La prostatectomia radicale e la nefrectomia parziale robot-assistita con accesso Single Port hanno consentito a me e alla mia équipe di acquisire familiarità con la gestione degli strumenti, le angolazioni operative e i principi ergonomici specifici di questa piattaforma in uno scenario anatomico complesso e in presenza di tessuti con comportamento biologico variabile”. “Questo risultato – conclude il direttore generale, Antonio Sanguedolce – è il frutto di un percorso di crescita costruito negli ultimi anni attraverso investimenti in tecnologia, formazione e sviluppo delle competenze professionali. Dalla fine del 2025 il Policlinico di Bari ha avviato un programma strutturato di chirurgia robotica Single Port in ambito urologico, che ha consentito ai professionisti di acquisire un’esperienza sempre più avanzata nell’utilizzo di questa piattaforma. Oggi quel percorso raggiunge un nuovo traguardo con il primo trapianto di rene eseguito in Italia con questa tecnica, confermando la capacità del Policlinico di trasformare l’innovazione in un’opportunità concreta di cura per i pazienti. Essere i primi in Italia a eseguire un trapianto di rene con tecnica robotica Single Port significa mettere a disposizione cure sempre meno invasive, favorendo un recupero più rapido e una migliore qualità di vita”.

 




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