Poison The Well – Peace In Place
Primo album in ben diciassette anni per i Poison The Well che, dopo vari tira e molla, tornano a produrre musica originale con il nuovo “Peace In Place”. La band statunitense si toglie la ruggine di dosso con dieci brani potenti e ispirati, venati di melodia ma generalmente dominati dal chiaro desiderio di avventarsi sulle giugulari degli ascoltatori.

Non si fanno prigionieri: il metalcore di Jeffrey Moreira e compagni non soffre gli acciacchi dell’età e suona ancora estremamente dinamico, seppur stretto nella morsa dei soliti schemi che prevedono ritmi schiacciasassi, riffoni pregni di malvagità, ritornelli tutto sommato orecchiabilissimi e soprattutto quei bei breakdown di una volta, costruiti ad arte per costringerti ad abbandonarti ai piaceri dell’headbanging.
Ma forse sarebbe meglio parlare di dispiaceri – considerando il fatto che l’ascoltatore medio dei Poison The Well non è più un giovanotto e, probabilmente, il muovere in maniera insistente la testa potrebbe provocargli non pochi dolori cervicali.
Ma cerchiamo di andare oltre l’umana sofferenza e buttarci a capofitto nelle note di un disco che, senza riscrivere la storia del genere, si fa apprezzare per quello che è: il gradito ritorno di una band che ha fatto cose egregie per il metalcore e qui dimostra di essere ancora padrona del mestiere, nonostante l’interminabile pausa e la fine ormai superata già da un po’ dell’era d’oro del genere.
I redivivi Poison The Well seguono un percorso assolutamente personale, coerente con la loro travagliata storia, e non sembrano prestare alcuna attenzione per le tendenze del passato o del presente, nonostante i sentori nu metal e le sfumature deftonesiane che caratterizzano brani come “Bad Bodies”, “Drifting Without End” e “Weeping Tones”. “Peace In Place” è un’opera che punta ad arrivare dritta al punto: c’è la botta, c’è la pancia, ma c’è anche il cuore di navigati professionisti cresciuti a pane e metalcore. Un album di grande impatto impreziosito da un bel sound moderno, definito ma devastante.
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