Pmi: prove tecniche di digitalizzazione

“Meglio tardi che mai”, è proprio il caso di dirlo riferendosi all’accesa propensione delle Pmi italiane ad abbracciare finalmente la digitalizzazione a partire dagli strumenti di pagamento. A rilevarlo una ricerca realizzata nel mese di aprile 2025 da Mastercard Research Center che ha coinvolto oltre 250 aziende e una ventina tra banche e fintech. In particolare, quando si tratta di vendere, la carta di credito viene citata ormai come forma d’incasso privilegiata dalle Pmi nel 67% dei pagamenti B2C e, tuttavia, solo nel 28% di quelli B2B, ambito tuttora dominato dall’accredito bancario (91%). Passando dagli incassi ai pagamenti, il bonifico si conferma ancora lo strumento dominante per le spese aziendali come servizi professionali (67% dei casi), materie prime (59%) e forniture (48%). Pur disponendo nel 94% dei casi di almeno una carta aziendale, inoltre, il 53% delle Pmi continua a ricorrere alla carta personale per ‘spesare’ viaggi e trasferte.
Eppure, forte è l’interesse delle Pmi per le carte virtuali e per i programmi di fidelizzazione legati alle carte aziendali che incuriosiscono rispettivamente il 25% e il 68% del campione. Per non parlare dell’attenzione verso forme di accesso al credito agili, digitali e dinamiche, che attirano il 46% delle aziende intervistate. Secondo lo studio, a frenare la digitalizzazione sarebbe un vero e proprio “gap comunicativo”: il 29% del campione non riceve alcuna informazione o promozione sulle carte aziendali da parte del proprio partner finanziario. “Le Pmi italiane non resistono al cambiamento bensì lo accolgono. Chiedono però interlocutori che le guidino con semplicità, dinamicità e supporto concreto – commenta Luca Corti, country manager Italia di Mastercard – Il nostro ruolo è quello di fornire strumenti affidabili e personalizzabili che rispondano alle esigenze specifiche delle imprese”. Prioritarie, in tal senso, risultano essere la sicurezza informatica e il supporto all’innovazione.
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