Più sicurezza per i ciclisti, in piazza a Trento anche Simoni e Oss – CRONACA
Un appello alla sicurezza, una manifestazione contro la violenza stradale, per non trovarsi a piangere altre vittime e per tornare tutti «Sulla buona strada». Sono questi il significato e il titolo dell’evento che, dopo la prima edizione del 2025, tornerà a animare Trento, sabato 14 marzo, promossa dal comitato della Federciclismo di Trento assieme a Fiab Amici della bicicletta Aps, Uisp, Legambiente – circolo di Trento, Rete Climatica Trentina, Ciclostile – Centro sociale Bruno, Tridentum Bike e Comitato mobilità sostenibile.
L’iniziativa è stata presentata oggi, 9 marzo, nella sede del Coni di Trento alla presenza dei presidenti dei comitati Fci locale Renato Beber e del suo collega altoatesino Paolo Appoloni, della presidente di Fiab Trento Daniela Baraldi e della numero uno del Coni Trentino Paola Mora, oltre a quella di alcuni dirigenti e rappresentanti di società ciclistiche che operano sul territorio provinciale.
La seconda edizione della manifestazione si terrà con ritrovo alle 15 in piazza Duomo, dove si si inizierà a pedalare lungo le vie del centro cittadino, fino a raggiungere piazza Fiera.
Lì si susseguiranno gli interventi degli enti e delle associazioni che hanno sottoscritto un importante documento rivolto al mondo della politica, chiedendo l’apertura di un tavolo dedicato e azioni che garantiscano la salvaguardia degli utenti vulnerabili della strada.
Hanno già assicurato la loro presenza, tra i tanti, anche il due volte vincitore del Giro d’Italia Gilberto Simoni e l’altro ex professionista trentino Daniel Oss.
Tra le azioni richieste dai promotori dell’iniziativa ci sono i controlli sulla velocità e il rispetto della distanza di 1,5 metri dai ciclisti, con relativa cartellonistica, l’adozione di un piano provinciale della mobilità ciclistica, accompagnato dall’istituzione di tavoli intercomunali, l’estensione delle zone 30 km/h nei contesti urbani, l’incentivazione di progetti di educazione alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, la realizzazione di infrastrutture ciclabili e la diffusione delle bike lane sulle strade provinciali.
«Il fatto che si sia ritrovati anche quest’anno – commenta Beber – dimostra il fatto che, rispetto alle richieste fatte nel 2025, molte sono rimaste sulla carta. Vogliamo che questa manifestazione diventi un appuntamento fisso, perché i problemi della sicurezza stradale impongono che ci sia un’attenzione continua».
Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora molto da fare: «È partito il progetto “bike lane”, che chiediamo vengano estese a più zone. Per quanto riguarda l’attività giovanile, invece, in tema di ciclodromo c’è stata un’interlocuzione positiva sulla collocazione e la dimensione dello stesso. Per il resto siamo ancora fermi.
Crediamo che le “zone 30” si possono estendere ad altri Comuni e che si possa pensare a delle lezioni specifiche nelle scuole. Servono più formazione e informazione su come ci si debba muovere sulle strade per evitare incidenti. Ci sono alcune proposte promosse anche dalla Federciclismo nazionale e dalla Lega Ciclismo, speriamo arrivino risposte concrete dalle istituzioni».
A dare la dimensione del problema sono i numeri. «Nel 2024 – precisa Baraldi – sulle strade trentine sono morte 38 persone, con 1720 feriti. Un tema che diventa anche di sanità pubblica. Dal 2019 al 2024 la mortalità sulle strade della provincia di Trento è aumentata del 52%.
Dobbiamo mettere mano a questa situazione, crescere come comunità e capire che questi numeri sono inaccettabili. Le azioni che chiediamo devono essere portate avanti in primis dalle istituzioni, che devono dimostrare di volersi fare carico di questo tema». C. L.




