Molise

Più ristoranti, ma è crisi per bar e pasticcerie: in Molise cambiano le abitudini a tavola | isNews

L’analisi di Fipe-Confcommercio sull’evoluzione degli esercizi pubblici a Campobasso e Isernia


CAMPOBASSO/ISERNIA. La pausa al bar lascia sempre più spazio alla cena al ristorante. È uno dei cambiamenti che emerge dall’analisi di Fipe-Confcommercio Molise sull’evoluzione degli esercizi pubblici a Campobasso e Isernia: negli ultimi dieci anni sono cresciuti i locali con servizio al tavolo, mentre diminuiscono bar, attività da asporto, gelaterie e pasticcerie, ridisegnando il volto della ristorazione nei due capoluoghi.

A Campobasso i ristoranti sono passati da 90 a 112 (+24,1%), con una crescita particolarmente marcata nel centro storico (+38,6%), mentre a Isernia le attività sono aumentate da 37 a 44 (+17,9%), trainate anche in questo caso dal cuore antico della città (+34%). Di segno opposto l’andamento dei bar tradizionali: nel capoluogo regionale le attività sono diminuite del 23,6%, con 28 esercizi in meno, mentre a Isernia il dato complessivo resta sostanzialmente stabile (+1,8%), pur registrando una flessione nel centro storico (-4,3%). In netto calo anche la ristorazione da asporto, che perde il 33,2% delle attività a Campobasso e il 23,6% a Isernia, dove nel centro storico il comparto si è addirittura dimezzato (-51,3%). In difficoltà anche gelaterie e pasticcerie, in calo del 27,8% a Campobasso e del 50% a Isernia.

“La crescita della ristorazione con servizio dimostra che i nostri imprenditori continuano a scommettere sulla qualità, sull’accoglienza e sul valore della prossimità – commenta il presidente Fipe Molise Carlo Durante – Tuttavia, questo sforzo avviene in un contesto regionale difficilissimo: il Molise perde abitanti ogni anno, un’emorragia costante che riduce progressivamente la base dei consumatori e penalizza gli esercizi di vicinato sia nei maggiori centri della regione che nei piccoli comuni. A questa crisi demografica si aggiunge l’avanzata della grande distribuzione organizzata, che assimila sempre più settori merceologici, sposta i flussi economici fuori dai centri urbani e svuota progressivamente il cuore delle nostre città”.

Di fronte a questo scenario, FIPE Molise rilancia la richiesta di un confronto con le istituzioni. “Non abbiamo bisogno di ordinanze tampone o di divieti dell’ultimo minuto sugli orari, che finiscono solo per colpire le imprese sane. Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente e allargato su commercio e ristorazione. È necessaria una cabina di regia strategica per mettere in campo una programmazione urbanistica attenta, che sostenga le attività di vicinato e rimoduli l’impatto dei costi di gestione locali come la TARI e, naturalmente, un adeguato piano straordinario di valorizzazione turistica. Salvare le imprese locali – conclude Durante – significa, oggi più che mai, impedire la desertificazione dei nostri territori e difendere il futuro stesso del Molise”.


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