Trentino Alto Adige/Suedtirol

Piazza Adriano, ecco 199 posti: studentato al taglio del nastro – Bolzano



BOLZANO. Eccolo, il “residence per studenti Pietro Tosolini” in via Druso 40, in una grande ala dell’ex Fiat. Fatto e finito. Con i suoi 199 posti precisi apre a settembre. E lui, il “geometra” come voleva che lo si chiamasse, a cui è stato intitolato, è stato evocato dal figlio Paolo Tosolini «la sua è stata una visione a proposito di questo progetto» ha detto il costruttore. All’inaugurazione presente Luis Durnwaldwer «ho fatto quel che sentivo – ha ricordato l’ex presidente – e ho detto si all’ateneo, lo ritenevo utile per tutto il nostro sistema. E Paolo Tosolini ha messo in pratica l’idea che senza un tetto sulla testa la Lub non sarebbe potuta progredire». «Se arrivano i giovani, si muove tutto, le attività, i locali», dice Claudio Corrarati.

E dopo il sindaco, Federico Giudiceandrea: «L’università è e sarà un motore per l’intera economia, non solo di via Druso – ha spiegato il neo presidente Lub – ma per l’intero territorio». Lui, con Günther Mathà, il direttore generale e Alex Weissensteiner, il rettore, non potevano non esserci nel giorno inaugurale di uno dei più grandi studentati della provincia. Hanno spinto per anni, in Comune e in Provincia, passando per i privati, perché i loro allievi potessero essere accolti in strutture decenti e accessibili: «Oggi vediamo che la politica ha colto il contenuto strategico di un programma di costruzione di alloggi per i giovani che frequentano i nostri corsi» ha detto Mathà. Il quale è sempre stato in prima fila nella pressione verso questo scenario. Il ” Tosolini” non avrà solo stanze. Nei suoi volumi, una gran quantità di spazi comuni, dalla libreria alla palestra, da una sala cinema alla sala giochi, dai biliardi al tennis tavolo.

«Qui avrei voglia di riprendere a studiare» ha detto l’assessore Philipp Achammer che, con Marco Galateo – «abbiamo sempre creduto in questo progetto, ora questa sarà “casa” per centinaia di ragazzi” ha detto il vicepresidente della giunta – Christian Bianchi e Luis Walcher componeva la fitta delegazione provinciale. Tanto che tra Provincia, Comune e Lub, sono stati in 16, con 16 forbici, a tagliare il nastro. Presenza non casuale quella massiccia di Palazzo Widmann. Infatti, sul piano pratico, ecco la notizia: solo 99 ospiti dello studentato pagheranno i 600 euro di canone mensile per alloggi con bagno, cucina e balcone; per gli altri cento, ci sarà il contributo provinciale proveniente dalla legge di aiuto allo studio che dimezzerà il costo dell’affitto. Felice anche Stephan Konder, all’inaugurazione insieme alla collega Johanna Ramoser.

In effetti senza di lui è probabile che questa struttura non esisterebbe: «Doveva essere cassata due anni fa – ricorda il vicesindaco – per un vizio formale insieme alle altre tre proposte. Invece, abbiamo messo sotto i tecnici e risolto». A volte la politica può fare. Come pure un imprenditore: «Metterci solo 12 mesi per costruire tutto questo – ha sorriso Paolo Tosolini, il proprietario e motore dell’idea presa in mano come testimone dal padre – penso sia un record». A gestirlo, l’Ordine Teutonico, col direttore della struttura Sepp Haller. Dietro, tutto il vertice dell’Ordine religioso e cavalleresco, dal priore al gran maestro, che già guidano altri studentati. É stata questa loro esperienza nel settore dell’accoglienza giovanile che ha spinto Tosolini a contattarli. Certo questi 199 posti sono una manna per la Lub e i suoi progetti di ampliamento dell’offerta didattica. Ma non ci si ferma qui: «Stiamo lavorando – ha rivelato Federico Giudiceandrea – per poter avere presto altri 250 posti in una struttura che dovrà sorgere all’interno del Noi». E il “Pietro Tosolini” mostra che connettendo pubblico e privato si può. E in fretta. Con prezzi plausibili. Un altro centinaio di posti arriveranno in piazza Vittoria.




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