Veneto

petrolio e correzione tech spingono vendite

MILANO, 22 ottobre 2026 — Le principali piazze europee hanno chiuso in calo, schiacciate dall’aumento delle quotazioni del petrolio e dalla correzione del settore tecnologico, con ulteriore pressione sui titoli finanziari.

Gli investitori hanno mostrato cautela sui rendimenti legati ai massicci investimenti nell’intelligenza artificiale, fattore che ha inciso sul comparto tech e ha portato i future su Wall Street tutti in territorio negativo.

La tensione nello Stretto di Hormuz ha contribuito al rialzo del greggio: il Brent si è diretto verso i 112 dollari al barile mentre il WTI è salito oltre i 99 dollari al barile. Il prezzo del gas è rimasto sui massimi da dicembre 2022, a 89 euro per megawattora.

Sul fronte dei titoli di stato, lo spread tra Btp e Bund, dopo un picco a 127 punti, si è attestato intorno a 124 punti base, con il rendimento del Btp al 4,61%. L’Oat francese è rimasto stabile sopra il 5%.

A Milano la seduta è stata particolarmente negativa: l’indice è scivolato fino al -2% per poi stabilizzarsi a -1,6%. Peggiori del listino Technoprobe e Prysmian, entrambe in ribasso del 4,34%, seguite da Stm a -3,74%.


5 x 1000

Vendite diffuse nel settore bancario: Intesa ha perso il 2,75%, Unicredit il 2,66%, Banco Bpm il 2,63% e Mps il 2,52%. Tra i pochi titoli in rialzo si sono distinti Avio (+1,91%), Inwit (+1,53%) e Leonardo (+1,50%).

Anche gli altri listini europei hanno registrato segni negativi: Francoforte -0,9%, Parigi -1,31%, Madrid -1,41%, mentre Londra ha segnato un calo più contenuto, -0,39%. La moneta unica è scesa sul dollaro, a 1,1219.


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