Perugia, via alla gara per il secondo forno crematorio: 11 gli operatori coinvolti

di Daniele Bovi
Sono undici gli operatori economici invitati dal Comune di Perugia alla procedura negoziata per la realizzazione del secondo impianto di cremazione al cimitero monumentale di Monterone, un intervento considerato strategico per il potenziamento del servizio cittadino dati i numeri in aumento. La procedura scelta è quella negoziata senza bando, con aggiudicazione al prezzo più basso ed esclusione automatica delle offerte anomale.
La procedura La gara riguarda in particolare l’affidamento dei lavori di costruzione del nuovo edificio, per un importo a base di gara di 784mila euro su un investimento complessivo pari a 1 milione e 550mila euro, interamente finanziato con risorse del bilancio comunale e inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2025-2027. Alla componente edilizia si affiancherà una successiva gara separata per la fornitura dell’impianto di cremazione, del valore di 625mila euro. La durata stimata della procedura è di circa tre mesi dall’invio degli inviti all’aggiudicazione. Il contratto sarà stipulato entro 30 giorni e i lavori, secondo quanto stimato da Palazzo dei Priori settimane fa, dovrebbero partire quest’anno.
Domanda in crescita La scelta di realizzare una seconda linea crematoria nasce da una crescita costante della domanda. A livello nazionale la cremazione ha raggiunto circa il 40 per cento delle pratiche funerarie e a Perugia il trend è ancora più marcato, con oltre 2mila cremazioni su circa 3mila operazioni cimiteriali nel triennio 2022-2024. Più della metà delle richieste arriva da fuori comune, a testimonianza del ruolo dell’impianto come punto di riferimento su scala regionale. A incidere sulla decisione è stato anche lo stato dell’impianto esistente, attivo dal 1895 e sottoposto a forte stress durante l’emergenza Covid, che ne ha accelerato il deterioramento. Proprio nelle scorse settimane il forno è stato riattivato dopo un intervento di manutenzione straordinaria, ma l’amministrazione punta ora a un rafforzamento strutturale del servizio per garantire continuità operativa e ridurre i tempi di attesa.
Il progetto Il nuovo impianto – il secondo in Umbria mentre un terzo arriverà a Terni – sorgerà accanto a quello attuale, nell’area che durante la pandemia era stata occupata dai container refrigerati. L’obiettivo è arrivare a un sistema capace di assicurare la cremazione entro 24 ore dall’arrivo del feretro, superando le criticità legate alla presenza di un solo forno. Il progetto non si limita all’aspetto funzionale. L’intervento prevede infatti anche una riqualificazione architettonica dell’area, con un nuovo edificio pensato per integrarsi con il contesto monumentale e restituire decoro agli spazi. Sono previste forme essenziali, materiali come calcestruzzo e zinco, un ingresso segnato da una passerella sopra una lama d’acqua e ambienti interni più accoglienti per i familiari, oltre a un portico di collegamento con la struttura esistente. Prevista anche la tracciabilità dei feretri per garantire maggiore sicurezza.
Il primo forno Per quanto riguarda il primo forno, intanto, dopo i lavori dei mesi passati negli ultimi giorni il Comune ha disposto l’affidamento diretto di altri lavori a una società di Modena per un importo complessivo di 16.415 euro. L’interventoriguarda la sostituzione di componenti ormai obsoleti o non funzionanti, sia sul piano elettrico e di controllo, sia su quello meccanico e termico, oltre all’aggiornamento dei sistemi digitali di gestione. L’obiettivo è garantire la piena continuità del servizio, evitando interruzioni dovute a guasti.
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