Umbria

Perugia, reparti sotto pressione e interventi da ottimizzare: l’ospedale sperimenta due nuovi piani

Creare una regia unitaria e integrata dell’intero percorso del paziente, dalla chiamata al 118 fino alla dimissione o alla presa in carico dei servizi territoriali, e massimizzare l’utilizzo effettivo delle sale operatorie. Sono essenzialmente questi i due obiettivi al centro di due progetti sperimentali approvati nei giorni scorsi dall’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia. I due dossier rientrano nel Piano di efficientamento 2026 e avranno una durata di un anno. Per attuarli l’Azienda ospedaliera ha assunto a tempo determinato due dirigenti delle professioni sanitarie, con il compito di coordinare trasversalmente i diversi servizi coinvolti, senza modificare le responsabilità cliniche già esistenti.

I pazienti Il primo progetto riguarda il «Patient flow», cioè la gestione dell’intero percorso dei pazienti dell’area medica. L’intervento nasce dalla forte pressione sui reparti e sull’emergenza-urgenza: l’occupazione complessiva dei posti letto sfiora infatti il 90 per cento, ma nelle aree mediche supera il 100 per cento. Una situazione che può provocare attese in pronto soccorso per il ricovero, il ricorso a letti aggiuntivi e il prolungamento delle degenze. L’obiettivo è coordinare in modo unitario il percorso del paziente, dall’accesso in emergenza fino al ricovero, alla dimissione o alla presa in carico da parte dei servizi territoriali. La gestione dovrà favorire anche una programmazione anticipata delle dimissioni e rendere più rapidi i trasferimenti verso le altre strutture della rete regionale.

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Le sale operatorie Il secondo progetto, «Surgical flow», riguarda invece il percorso chirurgico e punta a utilizzare al massimo le sale operatorie disponibili, anche per contribuire alla riduzione delle liste di attesa. L’intervento si concentrerà sui principali fattori che riducono l’attività chirurgica: ritardi nell’avvio delle sedute, tempi troppo lunghi tra un intervento e il successivo e cancellazioni dovute a problemi organizzativi. Il dirigente incaricato dovrà quindi coordinare i diversi passaggi necessari a garantire il regolare svolgimento delle sedute, dalla disponibilità delle équipe e dei materiali fino alla preparazione della sala e alla gestione del paziente dopo l’intervento.

I tempi La sperimentazione durerà dodici mesi. I primi due saranno dedicati alla definizione dei dati di partenza e degli obiettivi; nei mesi successivi saranno verificati i risultati dei due progetti. Al termine dell’anno i vertici del Santa Maria valuteranno l’esito della sperimentazione e, in caso di risultati positivi, potrà inserire stabilmente nell’organizzazione ordinaria i modelli e le procedure che avranno dimostrato maggiore efficacia.

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