Umbria

Perugia ci riprova: nuova candidatura a Capitale italiana del libro

di Dan.Bo.

Perugia ci riprova. Il Comune punta di nuovo al titolo di Capitale italiana del libro, stavolta per il 2028. L’annuncio è arrivato domenica dalla sindaca Vittoria Ferdinandi nell’ambito di uno degli eventi dell’ultima giornata di «Diritti alla fonte», manifestazione dedicata alla lettura.

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Nuovo tentativo Ferdinandi ha spiegato che si tratta di una scelta coerente con il percorso avviato dalla città sul fronte delle politiche culturali e della promozione della lettura. «Perugia – ha detto – torna a candidarsi come Capitale del libro 2028 proprio in quanto vuole scommettere sulla cultura come più grande strumento di costruzione delle identità sia individuali sia collettive».

Il precedente Il capoluogo di regione aveva già partecipato alla precedente selezione per la Capitale italiana del libro, riferita al 2026, senza ottenere il riconoscimento. Il titolo in quel caso era stato assegnato a Pistoia, scelta all’unanimità dalla giuria. In quella occasione la città toscana aveva prevalso con un progetto incentrato sulla lettura come esperienza collettiva e strumento di trasformazione sociale, sostenuto da un programma di circa 1.500 iniziative. Perugia si era presentata con il dossier «Gocce – L’acqua si fa voce», articolato in più linee progettuali e costruito con il coinvolgimento di scuole, biblioteche, associazioni e realtà culturali del territorio. Il progetto perugino puntava a una diffusione capillare della lettura, anche nelle aree periferiche, e all’uso di linguaggi digitali per ampliare la partecipazione. Nonostante l’esclusione, Palazzo dei Priori aveva rivendicato il valore del percorso avviato, definendo la candidatura un’esperienza di consolidamento del sistema culturale cittadino e rivendicando la volontà di portare avanti il progetto.

Il Patto Più in generale l’obiettivo dell’Amministrazione è quello di rafforzare il ruolo del libro come strumento di crescita sociale e personale, dentro una rete sempre più ampia di soggetti coinvolti. In questa direzione va anche il rinnovo del Patto locale per la lettura, che ora conta circa trenta aderenti grazie all’ingresso di nuove realtà del territorio: «Il Patto per la lettura che oggi rilanciamo – ha sottolineato la sindaca – ribadisce la nostra intenzione di continuare a credere nella città dei saperi e della cultura». Alla cerimonia hanno partecipato anche il vicesindaco con delega alla cultura Marco Pierini, il nuovo dirigente dell’Unità operativa Cultura Carlo Benedetti e gli assessori dei Comuni di Corciano e Torgiano.

Il valore del libro Pierini ha sottolineato il valore della continuità del progetto culturale cittadino e il ruolo centrale dei libri nella formazione delle persone, ricordando come la manifestazione abbia riportato i volumi al centro della vita pubblica. Nel corso dell’evento è stata anche annunciata una nuova edizione del festival «Questa è acqua», previsto per ottobre, dedicato al racconto del libro della vita di personalità del mondo culturale e dell’informazione.

«Diritti alla fonte» Per quanto riguarda «Diritti alla fonte», nella giornata conclusiva di domenica intorno alla Fontana Maggiore sono stati distribuiti migliaia di libri destinati al macero, recuperati da case editrici, associazioni e privati. L’iniziativa ha trasformato il centro storico in uno spazio aperto alla circolazione dei volumi e all’incontro con i cittadini. In Sala dei Notari si è svolto anche il momento dedicato al rinnovo del Patto per la lettura. L’incontro si è aperto con l’intervento dello scrittore Antonio Pascale sul tema delle criticità dell’editoria italiana e sul destino dei libri, in un confronto moderato dal giornalista Guido Barlozzetti. L’obiettivo del Patto, rinnovato con nuove adesioni, resta quello di rafforzare la rete tra istituzioni, scuole, associazioni e operatori culturali. Ferdinandi ha definito la manifestazione un’occasione per riportare il libro al centro della vita quotidiana e per restituire alla cultura una dimensione di incontro e imprevedibilità. «Il libro in fondo – ha detto – è proprio un incontro, anzi, forse, uno dei più fortunati incontri che un essere umano possa fare».

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