Per UniCredit semestre record. Orcel frena sul risiko: «No trattative per Mps»
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Un semestre record per UniCredit con utili a quota 6,1 miliardi e tempi stretti per chiudere su Commerz («entro fine anno»), mentre in Italia «siamo solo osservatori». Lo assicura Andrea Orcel che durante una serie di interviste, subito dopo i conti, tocca tutti i dossier caldi: la partecipazione in Generali? «È un investimento, poi decideremo». E smentisce trattative con Delfin sulla quota in Mps.
Record utile in I sem a 6,1 mld, sopra le attese
Si parte dai numeri, con i conti del primo semestre dell’anno che vedono un utile netto record a quota 6,1 miliardi, in rialzo del 24% rispetto all’anno precedente «se aggiustato» rispetto a una serie di poste straordinarie. Nel solo secondo trimestre, invece, la banca di Orcel ha raggiunto un risultato netto di 2,9 miliardi (-13,1% rispetto allo stesso periodo del 2025), dato che sale a 3,1 miliardi al netto di un one-off legato alla «linea dei proventi da negoziazione relativi a Commerzbank». In ogni caso, il risultato finale è più alto rispetto alle attese del mercato, con il consensus che si fermava sull’utile netto a quota 2,83 miliardi.
Sul fronte delle entrate, UniCredit registra invece ricavi netti core aumentati del 3,6% a 12,2 miliardi, con il dato netto complessivo a 13,0 miliardi (+6% “adjusted”), mentre il margine di interesse è diminuito dello 0,8% a 7,2 miliardi e le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa salgono a 5,0 miliardi (+11%). La banca registra costi operativi a 2,3 miliardi, in calo dello 0,7%, un rapporto cost/income al 34% e un costo del rischio a 17 punti base. Sul fronte patrimoniale, infine, il Cet1 si attesta al 14,3% (al 14,5% esclusa Commerz, al 15% se si aggiunge il Danish compromise).
Alzati target utile 2026 a «ben superiore» 11 mld
UniCredit poi ritocca al rialzo i suoi target. L’ambizione della banca, infatti, ora vede l’utile netto per il 2026 a un livello «ben superiore» a 11 miliardi (prima era «uguale o maggiore») o a quota 11,5 miliardi se si escludono i costi di integrazione. Idem le prospettive a lungo termine, dove la banca guidata da Andrea Orcel stima l’utile netto per il 2028 in miglioramento a «ben superiore» a 13 miliardi e sul 2030 a «ben superiore» a 15 miliardi, «entrambi prima del consolidamento integrale di Commerzbank». A questo si somma un acconto sul dividendo cash a valere sul 2026 previsto a circa 2,8 miliardi.
Orcel prende tempo sul risiko, «ora solo osservatori»
In una serie di interviste, il ceo di piazza Gae Aulenti parla poi dei dossier caldi. A domanda, Orcel si chiama fuori dal risiko bancario in Italia: «Per il momento, l’abbiamo detto più di una volta, siamo osservatori». Questo mentre quello nella compagnia Generali è «ancora un investimento finanziario, stiamo osservando perché l’ambiente si sta muovendo e, quindi, in funzione di quello prenderemo le nostre decisioni».
Source link




