Friuli Venezia Giulia

Pensioni ed effetto Irpef: perchè a marzo il cedolino è più alto

22.03.2026 – 18.30 – Con l’inizio della primavera ed il mese di marzo che si avvia alla sua conclusione, per milioni di pensionati il cambio di stagione porta con sé qualche sorpresa anche per quanto riguarda il cedolino. A cambiare, infatti, non sarà l’importo lordo della pensione, bensì la tassazione applicata, con un impatto che influirà sul netto percepito. In particolar modo, sarà il taglio dell’Irpef al centro dell’intervento, per i redditi compresi tra i 28mila e 50mila euro annuo, con l’aliquota che scende dal 35% al 33%. Ma non si tratta di una modifica che riguarderà proprio tutti, perché l’impatto economico delle nuove misure varierà in base al reddito: per i pensionati con redditi inferiori ai 28mila euro, non si registrano di fatto variazioni, mentre per la fascia intermedia il beneficio diventerà visibile nel netto mensile.

Sarà piuttosto contenuto invece, il vantaggio per chi percepisce circa 30mila euro annui, con un risultato che si traduce in pochi euro al mese. Chi si avvicina intorno ai 40mila euro, il beneficio crescerà fino ad arrivare a una ventina di euro, mentre l’incremento di chi arriva fino ai 50mila euro l’anno supererà i 30 euro mensili. Ma in tutto questo, saranno gli effetti degli arretrati a fare la differenza per questo mese. Le somme relative ai mesi di gennaio e febbraio, infatti, verranno accreditate insieme, determinando un aumento una tantum che potrebbe sfiorare i 100 euro complessivi. 

Ma non basta, perché oltre alla riduzione dell’Irpef, ad essere rafforzate sono state anche alcune misure di sostegno destinate alle fasce più vulnerabili. È il caso degli over 70, degli invalidi civili totali e i titolari dei redditi minimi, che potranno beneficiare di un incremento delle maggiorazioni sociali con un aumento da 8 a circa 20 euro mensili.

Insomma, gli interventi ci sono, ma alcuni nodi strutturali, purtroppo invece rimangono. I dati riportati dal’INPS parlano forte e chiaro: il divario tra uomini e donne, per esempio, in termini di pensione è ancora nettamente differente : gli assegni femminili risultano di media inferiori al 25 % rispetto a quelli maschili.  In questo scenario, Il taglio dell’Irpef, seppur con effetti diversi a seconda del reddito, si inserisce così in un quadro più ampio fatto di piccoli aggiustamenti, destinati a incidere nel breve periodo senza modificare in modo sostanziale l’equilibrio complessivo finale del sistema previdenziale.

[n.m]




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