Marche

Pd marziano, ecco la nuova puntata: 21 consiglieri ottengono l’assemblea regionale. Obiettivo: Bomprezzi spalle al muro

Qualcosa si muove. Se il 2025 si era chiuso con l’arroccamento della segretaria regionale Bomprezzi seguito alla disfatta alle elezioni di fine settembre, il 2026 si apre con una convocazione dell’Assemblea del Pd. Qualcosa che dovrebbe essere ordinario per un partito che a distanza di tre mesi e mezzo da una Caporetto contro la coalizione di centrodestra deve ancora ritrovarsi per parlare di quanto successo e di come andare avanti.

Dopo il caso Mastrovincenzo

Tutt’altro che ordinario, invece, che per far convocare l’Assemblea regionale sia necessario mettere insieme 21 firme di componenti dell’assise sui 96 aventi diritto al voto (tra loro Andrea Vecchi, Almerino Mezzolani e Luca Polita). Ma nel Pd Marche tutto è possibile, si tratta pur sempre di marziani. Appuntamento a sabato 31 gennaio, ad Ancona, tre mesi esatti dopo l’espulsione del consigliere Mastrovincenzo – poi rientrata dopo che i responsabili erano stati trovati con le mani nella marmellata – un caso che aveva definitivamente fatto esplodere il partito. E fatto schierare lo stesso Mastrovincenzo contro Bomprezzi, proprio lui che ne era stato ai tempi un grande elettore.

Il documento

«Richiesta di convocazione urgente dell’Assemblea regionale Pd Marche», si legge nell’oggetto della missiva in cui viene richiamato l’articolo 18 – e il comma 7 – dello statuto del partito e di cui siamo entrati in possesso. «Riteniamo che la complessità della fase politica attuale richieda un Pd pienamente legittimato, organizzato e pronto alla mobilitazione su tutto il territorio regionale. È prioritario fissare le date e dare avvio alla macchina organizzativa per i Congressi provinciali. Occorrono gruppi dirigenti territoriali e nella pienezza delle loro funzioni, legittimati dal voto degli iscritti e dotati di un mandato politico chiaro». E poi: «Il voto in comuni chiave come San Benedetto, Fermo, Macerata e Senigallia rappresenta un test politico di valenza regionale. Non possiamo permetterci di arrivare a questi appuntamenti senza una regia regionale coordinata. La ripartenza del Pd Marche passa attraverso un rinnovato protagonismo dei territori», i passaggi principali nella richiesta dei 21 alla segretaria Bomprezzi e alla presidente Venerucci.

Morani e Ceriscioli

La segretaria regionale nelle scorse settimane aveva detto di non poter mollare la guida del partito: «Non si lascia la barca in un momento difficile», la sintesi del Bomprezzi pensiero. L’ex governatore Ceriscioli e l’ex sottosegretaria Morani – tra i più grandi sostenitori della consigliera comunale senigalliese nel congresso dem del 2023 – sono ora tra i più critici: «Chantal, presentati dimissionaria». Il senso della richiesta di Assemblea è chiaro: mettere la segretaria spalle al muro e costringerla a mollare la presa. Ma se davvero una parte del partito vuole la sua testa, dovrà presentare proprio nell’Assemblea del 31 una mozione di sfiducia. Sapendo, però, che non tutti i pezzi da 90 la appoggeranno (leggi: Mangialardi, Vitri) e, nel caso, serviranno comunque almeno 49 voti contrari alla segretaria. Convocazione dell’Assemblea arrivata comunque poche ore dopo aver ricevuto la lettera sottoscritta da un quinto dei componenti della stessa, come da regolamento. Coincidenza singolare.

E Ricci che dice?

All’ordine del giorno della riunione Pd quattro punti: congressi provinciali, elezioni amministrative 2026, referendum costituzionale e rilancio dell’attività politica sul territorio. «Oltre ai congressi provinciali, in diversi potrebbero chiedere a Bomprezzi di aprire la fase che porti poi al congresso regionale», dicono i bene informati. Per sapere che aria tira sarà sufficiente attendere domani: è alla Velostazione di Pesaro che ha dato appuntamento Matteo Ricci. Chi conosce il partito afferma che Ricci non mancherà di fornire la propria visione sullo stato del partito regionale. E che tra la segretaria Bomprezzi e l’ex candidato governatore non ci sia grande sintonia non è un mistero per nessuno.




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