Pd a Lamezia, stop forzato per Masi: “Guerra interna deleteria”
Alla fine la decisione della commissione di garanzia del Pd è arrivata: Gennarino Masi risulterebbe sospeso da suo stesso partito e già da una decina di giorni, secondo un provvedimento che doveva restare riservato. La vicenda pone una prima parola “fine” al tanto chiacchierato “caso Masi” che ha visto parte del centrosinistra lametino fare i conti con gli annosi scontri, una guerra interna che «non giova per niente a nessuno». A confermarlo è lo stesso segretario cittadino Vittorio Paola che parla di «una guerra deleteria dal punto di vista dell’immagine, studiata apposta: la commissione di garanzia è stata generosa nei confronti di Masi, come segreteria avevamo chiesto un provvedimento che potesse essere simbolico». Come a dire, dunque, nessuna volontà concreta di espulsioni o di ammutolire i dissensi e se di divergenze si può parlare, ne è sicuro Paola, sono tutte relative a diversità di visioni sul futuro del partito, a fatti congressuali: «fanno da ostacolo al cambiamento verso nuovi orizzonti. Non si tratta di divergenze politiche, io sono apertissimo a tutto, è il momento per il Pd di un tempo nuovo e quindi si lavora per una nuova classe dirigente, per i giovani che hanno già portato tanta freschezza sia alle elezioni sia al Partito, con diversi gruppi che stanno lavorando attivamente. Una dinamicità non di poco conto».
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