Lazio

Paura a Roma, uomo minaccia di gettarsi dal parapetto sopra i Fori Imperiali: salvato dai soccorsi

Momenti di tensione, nella mattinata di oggi lunedì 17 novembre 2025, dove per lunghi minuti ha tenuto il fiato sospeso chiunque si trovasse nei pressi del Campidoglio.

Un uomo, affacciato sul parapetto che divide la storica piazza dai Fori Imperiali, minacciava di gettarsi nel vuoto chiedendo disperatamente una casa e cure per una malattia cronica.

La mobilitazione è scattata subito: Polizia Locale, vigili del fuoco e operatori del 118 sono intervenuti per cercare di calmarlo e mettere in sicurezza l’area.

Poco dopo, dalla finestra degli uffici affacciati su via Monte Tarpeo, la capo gabinetto del sindaco, Giulia Tempesta, ha notato la scena.

E senza esitare è scesa in strada.«Appena mi hanno avvertita mi sono affacciata, l’ho visto e ho lasciato tutto. Sono scesa subito», racconta.

Una volta sul posto, Tempesta si è accertata che fosse presente ogni misura di salvataggio e ha iniziato a parlare con l’uomo, rimasto per molto tempo in equilibrio sul muretto in mattoni.

La Polizia Locale ha ricostruito parte della sua storia: l’uomo era arrivato in zona nella notte, affermando di non fidarsi più di nessuno e di vivere per strada.

La sua residenza risultava registrata in via Modesta Valenti, l’indirizzo fittizio assegnato a oltre 26mila persone senza fissa dimora a Roma.

Tempesta ha provato a instaurare un dialogo umano prima ancora che istituzionale: «Gli abbiamo fatto arrivare un cappuccino, una bottiglietta d’acqua, un tramezzino e una sigaretta», racconta.

Nel frattempo, ha contattato la sala operativa sociale, che si è attivata per prenderlo in carico non appena sarebbe sceso.

Durante quei trenta minuti di tensione, Tempesta ha parlato anche con l’assessore alle Politiche Abitative Tobia Zevi e con l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari, per capire se l’uomo avesse già avviato richieste di aiuto o se ci fossero state mancanze da parte dell’amministrazione. «Non era così», chiarisce.

L’arrivo dell’auto della sala operativa sociale è stato il punto di svolta. Sapere che qualcuno lo avrebbe accompagnato nel percorso per ottenere un alloggio e le cure necessarie ha tranquillizzato l’uomo.

«Gli abbiamo detto che gli avremmo inviato personale al servizio di accoglienza temporanea per iniziare le pratiche», spiega Tempesta.

Poco dopo, l’uomo è sceso dal parapetto e ha trovato riparo nel veicolo che era venuto a soccorrerlo.

Dall’altro lato del telefono, intanto, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri seguiva la vicenda in tempo reale mentre proseguiva gli impegni istituzionali della giornata insieme a Carlo Verdone.

«Voleva sapere come stava, se fosse necessario fare qualcosa in più», racconta Tempesta. Alla fine, grazie alla collaborazione di tutte le forze in campo, la situazione è stata messa in sicurezza. E una tragedia è stata evitata.

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