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Patto di stabilità, tensioni in maggioranza. Lega per “l’abbandono unilaterale”. FdI e FI frenano

ROMA – Scricchiolii in maggioranza sul rispetto del patto di stabilità la cui sospensione per la crisi energetica legata alla guerra in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz, è stata chiesta senza successo dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al summit informale europeo di Cipro.

In attesa che la maggioranza chieda un voto in Parlamento su un testo comune legato al Dfp (documento di Finanza Pubblica), i partiti di governo mostrano posizioni dissonanti. Con la Lega che accelera e si dice disponibile persino a “un abbandono unilaterale” del patto e FdI e Forza Italia che invece invitano alla prudenza.

È il senatore del Carroccio Claudio Borghi ad aprire le danze, dichiarando all’Ansa, che ovviamente “si tratterà con gli alleati” sui contenuti del documento unitario da portare in Parlamento ma che “La Lega insisterà” per inserire anche “l’abbandono del patto, eventualmente anche unilaterale qualora l’Ue non dovesse dare risposte”.

Continua l’esponente leghista: “Noi sabato scorso a Milano abbiamo fatto una manifestazione per chiedere lo scostamento di bilancio. Noto che da quel momento la nostra posizione sta diventando sempre più patrimonio comune del centrodestra e ne sono più che felice”.

Tuttavia l’accelerazione del partito di Matteo Salvini non convince gli alleati.

“Tutto si può fare… ne discutiamo e vediamo. Però, ci sono problemi che bisogna considerare. Certamente sarebbe meglio costruire percorsi più condivisi con l’Ue per evitare contraccolpi, uno su tutti lo spread”, replica il portavoce di FI Raffaele Nevi. “Noi facciamo altre proposte, alla fine valutando anche l’atteggiamento dell’Ue, faremo le nostre scelte”, ribadisce.

Frena anche Fratelli d’Italia per voce del suo responsabile Economia Marco Osnato: “Io lascerei lavorare il governo, il Mef e il Parlamento e, come ha detto Giorgia Meloni, eviterei voli pindarici o fuochi di artificio. Continuiamo ad attuare il piano quinquennale del governo, che fino ad ora ha portato buoni risultati anche a livello economico. Abbiamo sempre considerato i parametri derivanti dai patti europei come un mezzo e non come un fine e continuiamo a considerarli tali”.

Posizioni differenti dunque, che prestano il fianco alle le opposizioni.

Attacca Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee: “Sulle ricette economiche per far fronte all’attuale crisi assistiamo all’ennesima conferma che la maggioranza è in confusione, senza una linea comune. Da una parte la Lega con Borghi invoca l’abbandono unilaterale del Patto di stabilità; dall’altra Forza Italia, con Nevi, mette in guardia dai rischi di più debito e dall’aumento di tassi su Btp, mutui e prestiti. Due linee opposte, nel pieno di una fase economico-finanziaria drammatica per famiglie e imprese, con l’Italia che non riesce neppure ad uscire nei tempi previsti dalla procedura d’infrazione. Non c’è una visione comune, non c’è una strategia: solo tanta confusione e un governo che naviga a vista, considerando il silenzio della Presidente del Consiglio”.


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