Parco Pertini e il laghetto dimenticato: Arezzo merita di più :: Segnalazione a Arezzo

Il laghetto del Parco Pertini, il parco pubblico più frequentato di Arezzo, è da anni in condizioni di completo abbandono. L’invaso è totalmente privo di acqua e la vasca in cemento armato è rimasta a vista, trasformando quello che un tempo era un elemento qualificante dell’area verde in un simbolo evidente di incuria. In un recente Consiglio Comunale, a seguito di un intervento del consigliere Alessandro Caneschi, è stato spiegato che l’amministrazione ha dato priorità ad altri interventi. Una risposta che può essere comprensibile sul piano della programmazione, ma che lascia aperta una questione di fondo: una buona amministrazione dovrebbe partire dalla manutenzione di ciò che già esiste, prima di progettare nuove opere.
Negli ultimi mesi, sulla stampa locale, si sono lette varie ipotesi alternative per l’area del laghetto: pista per skateboard, nuovi giochi, ampliamento del verde. Sembra quasi che l’urgenza sia trovare una nuova funzione improbabile e fantasiosa, quando la soluzione più semplice sarebbe ripristinare quella originaria. Basterebbe un intervento tecnico relativamente contenuto, come l’installazione di una pompa per il ricircolo dell’acqua, per restituire decoro all’area. In alternativa, si potrebbero valutare sistemi più moderni e sostenibili, come la fitodepurazione tramite piante acquatiche, soluzione naturale oggi diffusa per la depurazione delle acque con costi e impatti ambientali ridotti.
Un’eventuale trasformazione dell’area potrebbe essere presa in considerazione solo se realmente migliorativa e frutto di uno studio organico all’interno del parco affidato a professionisti esterni, ad esempio uno studio di architettura del paesaggio, e non come semplice intervento di manutenzione ordinaria gestito internamente. Se si decidesse di ripensare il laghetto, lo si dovrebbe fare con una visione complessiva: eliminare le antiestetiche balaustre in cemento, sostituendole eventualmente con soluzioni paesaggisticamente meno impattanti, come una staccionata in legno, una roccaglia o soluzioni a verde con piante, come avviene nel laghetto del quartiere Eur a Roma.
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto il laghetto. In varie zone del parco si formano aree fangose che rendono difficoltoso il passaggio. I giochi per bambini necessitano di una manutenzione più attenta e costante: talvolta appaiono sistemati in modo approssimativo, con interventi che sembrano fatti “alla meglio”. Non è solo una questione estetica, ma di sicurezza e rispetto per le famiglie che frequentano quotidianamente l’area. Anche la pavimentazione in cemento originaria presenta criticità evidenti: in alcuni tratti appare realizzata o rattoppata per parti, con risultati disomogenei e complessivamente antiestetici.
Sarebbe auspicabile un rifacimento organico con soluzioni di maggiore qualità, ad esempio in cemento architettonico con finitura a cemento e ghiaia a vista, decisamente più gradevole e coerente con un parco urbano centrale, rispetto all’attuale cemento semplice. Il Parco Pertini è uno dei principali biglietti da visita della città. La mancata manutenzione del laghetto, dei vialetti e delle aree gioco non rappresenta soltanto un disservizio per gli aretini, ma un danno di immagine per l’intera comunità. Arezzo merita un parco centrale curato, decoroso e all’altezza del suo ruolo.
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