Parco del Gran Paradiso, cinque Comuni del Canavese chiedono di entrare nell’area protetta
TORINO – Per la prima volta in 104 anni di storia del Parco Nazionale del Gran Paradiso, cinque Comuni hanno chiesto di entrare a far parte dell’area protetta. La proposta riguarda Groscavallo, Ingria, Pont Canavese, Sparone e Ribordone e, se approvata, porterebbe a un ampliamento di 8.463 ettari, pari al 12% in più rispetto alla superficie attuale.
Il progetto è stato al centro della seduta della Commissione Ambiente, presieduta da Sergio Bartoli, che ha ascoltato i vertici del parco in seguito a una richiesta del consigliere Roberto Ravello.
L’ampliamento del parco attende il passaggio in Conferenza Stato-Regioni
La procedura per ampliare i confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso è stata avviata da tempo e ha già ottenuto il parere favorevole dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il prossimo passaggio sarà la discussione in Conferenza Stato-Regioni, prima delle successive decisioni necessarie per l’approvazione.
Le richieste dei cinque Comuni rappresentano una novità significativa nella storia dell’area protetta, con le amministrazioni locali che hanno manifestato la volontà di includere nuovi territori nei confini del parco.
«Questa richiesta è un bel segnale da parte dei Comuni che vogliono collaborare con il parco e partecipare alla tutela del territorio», ha dichiarato il presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Mauro Durbano.
Quali Comuni vogliono entrare nel Parco del Gran Paradiso
Le cinque amministrazioni hanno individuato superfici differenti da destinare all’area protetta.
- Groscavallo chiede di includere 4.000 ettari, arrivando a comprendere nel parco oltre il 43% del territorio comunale.
- Ingria propone l’ingresso di 177 ettari, pari al 12% della superficie del Comune.
- Pont Canavese ha richiesto l’inclusione di 567 ettari, per arrivare al 29% del territorio comunale all’interno dell’area protetta.
- Sparone ha individuato 407 ettari, pari al 13% del proprio territorio.
- Ribordone, che già comprende 2.300 ettari all’interno del parco, ha chiesto di aggiungerne altri 3.300, con l’obiettivo di portare al 75% la quota del territorio comunale inclusa nell’area protetta.
Se la proposta sarà approvata, il Parco Nazionale del Gran Paradiso potrà quindi estendere i propri confini coinvolgendo nuove porzioni di territorio tra le valli piemontesi interessate.
L’audizione in Commissione Ambiente
Oltre al presidente Mauro Durbano, all’incontro hanno partecipato la direttrice del parco Sonia Calderola e alcuni rappresentanti delle amministrazioni coinvolte: il sindaco di Ingria Igor De Santis, il sindaco di Ribordone Guido Bellardo Gioli e il sindaco di Groscavallo Giuseppe Giacomelli, accompagnato dalla vicesindaca Maria Cristina Cerutti Dafarra.
Il confronto ha permesso di approfondire il progetto di ampliamento e le richieste dei Comuni, in attesa dei prossimi passaggi istituzionali. L’obiettivo indicato dal presidente del parco è rafforzare la collaborazione con le amministrazioni locali nella tutela del territorio.
Per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia, si tratta di una prospettiva importante: se l’iter si concluderà positivamente, la superficie protetta crescerà per la prima volta grazie alla richiesta congiunta di cinque Comuni interessati a entrare nell’area tutelata.
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