Rischio riduzione dell’orario da 24 a 12 ore

Due medici prossimi alla pensione e il rischio che il Punto di primo intervento di Guardiagrele possa vedere dimezzato il proprio orario di apertura, passando dalle attuali 24 a 12 ore giornaliere. È l’allarme lanciato dal gruppo consiliare di minoranza Grande Guardiagrele, che ha presentato una diffida formale alla Regione Abruzzo, alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti e al Comune per chiedere garanzie sul mantenimento del servizio sanitario.
Con una nota del 15 ottobre, trasmessa anche al prefetto di Chieti, i consiglieri sollecitano la convocazione urgente di un tavolo tecnico tra le istituzioni coinvolte per affrontare le criticità organizzative del presidio e scongiurare un eventuale ridimensionamento.
A preoccupare è soprattutto la situazione del personale. Entro la fine del 2026, infatti, è previsto il pensionamento dei due medici strutturati attualmente operativi nel Punto di primo intervento, in un contesto già caratterizzato dalle difficoltà nel reperire specialisti in medicina d’emergenza-urgenza. Una circostanza che, secondo Grande Guardiagrele, potrebbe compromettere la continuità dell’assistenza nelle ore notturne.
Il timore di una riduzione del servizio nasce anche dai precedenti. Già nel 2023 la Asl aveva ipotizzato di portare a 12 ore l’operatività dei Punti di primo intervento di Guardiagrele, Casoli e Gissi. A Casoli la chiusura notturna è diventata effettiva alla fine del 2024, mentre per Guardiagrele l’azienda sanitaria aveva escluso il ridimensionamento, facendo riferimento al numero degli accessi, superiore alla soglia regionale di 6mila all’anno.
«Il Ppi di Guardiagrele serve oltre 30mila residenti e rappresenta un presidio importante per il territorio, contribuendo anche a ridurre la pressione sul pronto soccorso di Chieti – dichiara Piergiorgio Della Pelle, consigliere comunale di Grande Guardiagrele -. I pensionamenti sono eventi programmabili, conosciuti con largo anticipo: per questo chiediamo che siano individuate per tempo soluzioni per garantire la continuità del servizio».
Per l’opposizione, la carenza di personale non può rappresentare una giustificazione per ridurre l’assistenza sanitaria in un territorio che comprende anche diversi comuni dell’entroterra.
«La carenza di medici non può tradursi automaticamente in una riduzione dell’assistenza ai cittadini, né può diventare il presupposto per privare il territorio di un servizio notturno la cui necessità è stata già riconosciuta sulla base dei dati di accesso», prosegue Della Pelle.
Da qui la richiesta di un confronto istituzionale che permetta di individuare soluzioni organizzative prima che i pensionamenti producano conseguenze sull’attività del presidio.
«Occorre fare chiarezza, assumere impegni concreti e affrontare il problema prima che eventuali decisioni producano conseguenze per i cittadini. Non possiamo permetterci di intervenire soltanto quando il ridimensionamento del servizio sarà già avvenuto», sottolinea il consigliere.
Grande Guardiagrele sollecita quindi una programmazione tempestiva per garantire la copertura dei turni e confermare l’operatività sulle 24 ore, riservandosi ulteriori iniziative a tutela del diritto alla salute dei residenti.
Al momento, la possibile riduzione dell’orario resta una preoccupazione sollevata dall’opposizione e non una decisione ufficiale comunicata dall’azienda sanitaria. L’obiettivo è ottenere risposte prima della fine dell’anno, quando i pensionamenti potrebbero rendere più difficile assicurare la continuità del servizio.
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