Papaveri Rossi di Sergio Maifredi proiettato al Festival di Venezia l’11 settembre

Genova. Venerdì 11 settembre 2026, in anteprima europea assoluta, il terzo film del regista genovese Sergio Maifredi approda a Venezia in occasione della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica nell’ambito del premio collaterale ufficiale “Cinema & Arts” ideato da Alessio Nardin.
“Papaveri rossi” sarà presentato dalle 9.30 alle 11.00 al Venice Production Bridge Meeting Space, al terzo piano dell’Excelsior Hotel, nell’ambito del premio collaterale ufficiale “Cinema&Arts” — ideato da Alessio Nardin e organizzato da Teatro Kalambur, Ateatro e Accademia Eleonora Duse-Centro Sperimentale di Cinema e Arti Performative, alla sua quinta edizione in occasione della Mostra. Interverranno, tra gli altri, il presidente di giuria Alessio Nardin e l’autore del film Sergio Maifredi.
Papaveri rossi è il terzo capitolo del percorso cinematografico di Maifredi, dopo Vite non calcolate — firmato con Ermanno Cavazzoni nel 2023, in concorso al Biografilm Festival di Bologna e presentato a Venezia nel 2023 — e Strade maestre, dedicato ai grandi registi europei e presentato a Venezia nel 2024.
Papaveri rossi: una storia viva in Polonia, sconosciuta in Italia
“È una storia poco nota in Italia – dice Maifredi – ed è invece storia viva in Polonia, dove per la prima volta l’ho ascoltata mentre ero lì per lavorare. Vedevo strade, libri, monumenti dedicati a Montecassino. Ma voi polacchi che avete a che fare con Montecassino? chiedevo ai miei attori”.
La risposta ha aperto la porta a una pagina di storia che in Italia quasi nessuno conosce: la liberazione del Paese si deve anche al Secondo Corpo d’Armata polacco.
120.000 persone in fuga dai Gulag sovietici — non solo soldati, ma un intero popolo in cammino — si trasformano sotto la guida del generale Władysław Anders in un esercito che sbarca in Puglia, risale la penisola, sfonda la Linea Gustav e conquista Montecassino, spianando la strada alla liberazione di Roma, Ancona e Bologna. Il prezzo è altissimo: oltre quattromila caduti, sepolti in quattro cimiteri.
“Ma quell’esercito ha un’anima inattesa – aggiunge Maifredi – tra le sue fila ci sono attori, registi, musicisti, scrittori: il generale Anders affida l’ufficio propaganda al pittore e intellettuale pacifista Józef Czapski, e da lì nasce la più grande compagnia teatrale itinerante della Seconda guerra mondiale. Per Anders, l’arma più forte, a difesa di un’identità che i sovietici avevano tentato di cancellare nei Gulag, è la cultura”.
Un film costruito sulle testimonianze
Girato tra Montecassino, Firenze, Napoli, Torino e Roma, “Papaveri rossi” è il racconto di un lungo lavoro di ricerca condotto da Sergio Maifredi e Massimiliano Cividati — coautori anche della sceneggiatura — che hanno ripercorso fisicamente i passi del Secondo Corpo incontrando chi quella storia l’ha vissuta o ereditata:
Eugenio Barba, che ha lavorato a lungo in Polonia accanto a Jerzy Grotowski, racconta la prima volta in cui ha ascoltato “Czerwony maki na Montecassino” “Papaveri rossi a Montecassino”, la canzone simbolo del sacrificio dei soldati del Secondo Corpo.
Il giornalista Włodek Goldkorn dialoga con gli autori sul senso di questa memoria, sul perché in Italia questa storia non la si vuole raccontare.
Krystyna Jaworska, figlia del capitano Jaworsky dello Stato maggiore di Anders, e Marta Herling — nipote di Benedetto Croce e figlia dello scrittore Gustav HerlingGrudziński, egli stesso soldato dell’Armata e autore di Un mondo a parte, testimonianza cruciale sui Gulag sovietici — portano la memoria familiare e intellettuale di quegli anni.
A Montecassino, Pietro Rogacien, curatore del Museo e figlio di un soldato che vi ha combattuto e che ha poi dedicato la vita alla costruzione del cimitero militare polacco, guida Maifredi e Cividati nel monumentale sacrario.
Lo storico Paolo Morawski ricostruisce con chiarezza gli antefatti e le tappe della vicenda del Secondo Corpo.
Dagli Stati Uniti, il professor Kazimierz Braun — nipote dell’attrice Jadwiga Domańska, anima della compagnia teatrale del Secondo Corpo — offre una testimonianza viva e dettagliata di un teatro concepito come servizio, parte integrante dell’esercito e al fianco dei soldati.
“Papaveri rossi” (Italia/Polonia 2026, 57’) è un film di Sergio Maifredi, con Massimiliano Cividati e la partecipazione di Eugenio Barba, Kazimierz Braun, Włodek Goldkorn, Marta Herling, Krystyna Jaworska, Paolo Morawski e Pietro Rogacien. Ideato da Sergio Maifredi. Scritto da Massimiliano Cividati e Sergio Maifredi. Musiche di Andrea Zani e Gennaro Scarpato. Fotografia e montaggio di Ruggiero Torre. Regia di Sergio Maifredi.
Papaveri rossi: dal palcoscenico allo schermo
“Papaveri rossi” nasce come spettacolo teatrale prodotto da Teatro Pubblico Ligure, ideato e diretto da Sergio Maifredi, debuttato il 21 marzo 2024. In scena, insieme a Maifredi, Massimiliano Cividati, con le musiche originali eseguite dal vivo da Gennaro Scarpato (percussioni) e Andrea Zani (pianoforte), la drammaturgia firmata da Cividati e Maifredi e la consulenza storica di Krystyna Jaworska.
Lo spettacolo è una coproduzione con l’Istituto Adam Mickiewicz di Varsavia, realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata di Polonia a Roma, del Consolato Generale di Polonia a Milano, della Regione Liguria e con la collaborazione dell’Istituto Polacco di Roma.




